L'opera di 500 metri celebra la città con raffigurazioni di papi e imperatori

Il famoso murales di Kentridge sul Lungotevere romano è stato imbrattato nei giorni scorsi da alcuni writer. «Roma salvi la mia opera se l’ama davvero». Questo l’appello lanciato questa mattina dall’artista attraverso le colonne del quotidiano La Repubblica.

Lo scempio è avvenuto nelle scorse notti. La opera di William Kentridge intitolata “Triumphs and Laments” ricorda un fregio dell’antichità. Da un anno sui muraglioni del Lungotevere è possibile ammirare i 500 metri di incisioni con figure animalesche, di papi e imperatori. Una bellezza fuori dal tempo che è stata imbrattata con sigle e tag spruzzati da spray blu e rossi.

L’appello dell’artista arriva da Johannesburg, sua città natale, ed è diretta all’amministrazione comunale della capitale. I graffiti per lo più non coprono le figure, ma si trovano negli spazi vuoti” ha sottolineato Kentridge, spronando l’amministrazione a prendersi cura dell’opera.

Il fregio era stato donato nel 2016 dal grande artista sudafricano per celebrare la bellezza, la grandezza e la storia di Roma. L’opera era stata realizzata raschiando selettivamente la patina biologica dal marmo travertino.

Giordano Contu

Studia e vive a Roma. Nato in Sardegna, ma pisano di adozione, ha studiato Filosofia estetica e ha collaborato al quotidiano Il Tirreno. Si interessa di politica e cultura. Cura quotidianamente i social network. È impegnato socialmente e politicamente. Ama i paesaggi, la fotografia e il mare.