TEHERAN – Il bombardamento degli Stati Uniti e Israele sulla scuola iraniana di Minab, che ha provocato oltre 150 vittime – tra cui molte bambine – potrebbe essere stato causato dall’uso di vecchi dati di intelligence. Queste le rivelazioni dell’agenzia di stampa Reuters, che cita due fonti anonime vicine all’inchiesta del Pentagono. Se queste ipotesi fossero confermate, il raid all’istituto scolastico sarebbe uno dei peggiori casi con vittime civili in decenni di conflitti condotti dagli Usa.
A colpire la scuola sarebbero stati i missili Tomahawk
A colpire la scuola, come emerge dai video mostrati da Reuters, sono stati i missili Tomahawk in dotazione proprio agli Stati Uniti. Le copie di archivio sul sito dell’istituto, poi, mostrano la vicinanza dell’edificio a un compound utilizzato dai Guardiani della rivoluzione iraniana. L’utilizzo di dati obsoleti – citato, tra gli altri, anche dal New York Times – avrebbe potuto provocare l’errore, ma il Pentagono ha deciso di non rispondere a ulteriori richieste di commento.
Le parole di Donald Trump: “Non ne so nulla”
Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump – convinto che la strage fosse stata provocata dall’Iran – si è trincerato dietro un no comment, cambiando posizione. “Non ne so nulla” ha risposto a una giornalista che gli chiedeva se si sarebbe assunto la responsabilità del raid dopo i primi esiti dell’indagine del Pentagono.
Baghaei su X: “Gli Usa hanno massacrato 168 piccoli angeli”
L’Iran, dal canto suo, continua ad accusare gli Stati Uniti di aver ordinato un doppio attacco contro la scuola. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha pubblicato sul social X un video che mostra due missili Tomahawk colpire un obiettivo, denunciando un attacco che “ha massacrato 168 piccoli angeli iraniani”. Secondo Baghaei, inoltre, si tratterebbe di “un crimine di guerra imperdonabile e grave che non deve restare impunito”.


