Mafia, oltre trenta arrestitra Agrigento e Parmaper traffico, spaccio e armi

In manette anche capo ultras juventino Si vantava: "Il bagarinaggio è legale"

Dalle prime luci dell’alba la Dia sta eseguendo, tra Agrigento ed altre province siciliane, ma anche a Vibo Valentia e Parma, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Dda di Palermo. Sono 32 le persone colpite dal provvedimento, accusate di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento.

Nell’ambito dell’operazione “Kerkent”, che ha individuato una vasta rete organizzata dedita al traffico di sostanze stupefacenti attraverso uno strutturato gruppo criminale armato, sono stati arrestati anche due presunti fiancheggiatori del boss Antonio Massimino, considerato l’attuale reggente della famiglia mafiosa di Agrigento: Gabriele Miccichè, 28 anni, ritenuto dagli investigatori il braccio operativo del boss, e Salvatore Ganci, 45 anni, commerciante di autovetture, accusati di sequestro di persona e violenza sessuale, reati compiuti su ordine dello stesso boss.

C’è anche un capo ultras della Juventus tra gli arrestati: si tratta di Andrea Puntorno. Il leader del gruppo “Bravi ragazzi” era stato intervistato da Report lo scorso ottobre nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra la tifoseria juventina e la criminalità organizzata e, ai microfoni della trasmissione di Rai 3, aveva raccontato l’attività di bagarinaggio allo stadio, sostenendo che non fosse illegale. Puntorno era tornato da circa un anno ad Agrigento, dopo la condanna seguita all’arresto del 2014 per questioni di droga e vendita illegale di biglietti. Il capo ultras è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: infatti secondo le indagini era una sorta di broker della droga e sarebbe stato lui a mettere in contatto il boss di Agrigento con le ‘ndrine calabresi alle quali l’organizzazione si rivolgeva per ottenere grandi quantità di stupefacenti.

Tommaso Coluzzi

Tommaso Coluzzi è nato e cresciuto a Roma, ha ventiquattro anni, un sacco di macchinette fotografiche ed una laurea in Comunicazione. Ama scrivere di tutto e si interessa, in ordine sparso, di dinamiche culturali internazionali, cinema, musica e tutto ciò che è catalogabile in ambito artistico