ROMA – Le parole del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, continuano a infiammare il dibattito pubblico, arrivando a coinvolgere anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. All’indomani della vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo il noto pm aveva scherzato ai microfoni di La7 sul titolo del brano vincente, affermando che l’interprete partenopeo “canta ‘Per sempre Sì’, ma alla fine voterà No”.
Il botta e risposta tra Gratteri e il cronista del Foglio
Sulla questione è stato quindi incalzato da un giornalista del Foglio, che accusava il procuratore di aver costretto Sal a una smentita. La risposta di Gratteri è stata abbastanza dura: “Senta, con voi del Foglio… Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. Parole che hanno acceso ancora di più lo scontro politico, in vista del referendum sulla separazione delle carriere, nel quale Gratteri rappresenta il volto del fronte del No.
Le parole di Mantovano
La risonanza è stata tale da scomodare anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ai microfoni di SkyTg 24 ha definito le parole di Gratteri “non sono semplici opinioni, soprattutto quando hanno un velo neanche tanto sottile di minaccia nei confronti di un giornalista”. Rispetto all’espressione “resa dei conti”, Mantovano ha fatto riferimento a quella che “riguarderà proprio l’area della sinistra, dopo il voto referendario”, lanciando una stoccata nei confronti dei sostenitori del No. Secondo il sottosegretario, la sinistra non sarebbe così compatta sulla riforma e ha profetizzato che “il quadro, da quelle parti, non rimarrà così stabile”.
“Ostracismo nei confronti dei magistrati che voteranno Sì”
Continuando a perorare la campagna referendaria del governo, Mantovano ha detto che nei confronti dei magistrati che voteranno Sì “è nato un ostracismo, una marginalizzazione all’interno del corpo della magistratura”.


