WASHINGTON – Una suite di data analysis, sviluppata e gestita da un team russo sarebbe finita nei sistemi utilizzati dalle forze dell’ordine europee, comprese quelle italiane. A sollevare il caso è Politico.eu, che mette nel mirino Oxygen Forensics, società con sede ufficiale in Virginia, specializzata in software per estrarre e analizzare informazioni da smartphone e computer. Nonostante il marchio Made in Usa, il dipartimento di Giustizia americano sostiene che il software sarebbe stato sviluppato e gestito da un team diretto dal cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov. Secondo le autorità statunitensi, inoltre, il software sarebbe stato impiegato nell’ambito di progetti finanziati dall’Ue e messi a disposizione delle forze di sicurezza europee.
Politico.eu individua almeno due circostanze nelle quali i prodotti di Oxygen sarebbero stati utilizzati per raccogliere, elaborare e condividere prove digitali. Ricostruzioni smentite dalla Commissione europea, che ha sottolineato come Oxygen non facesse parte dei consorzi dei due progetti citati e non avesse quindi ricevuto finanziamenti europei. Sempre secondo Politico.eu, i prodotti Oxygen sarebbero stati accreditati o acquistati dalle forze di polizia di diversi paesi europei, tra cui Germania, Spagna, Italia e Polonia. Per quanto riguarda l’Italia, ci sarebbe un documento della procura di Sassari dell’aprile 2026 che cita Oxygen Forensics tra i sistemi utilizzabili dalla polizia giudiziaria per estrarre e analizzare dati da dispositivi mobili.
Il caso coinvolge anche Mko Systems, azienda tecnologica russa specializzata in software di informatica forense e sorveglianza digitale. Secondo l’inchiesta, il gruppo russo di Oxygen avrebbe avuto accesso alla società, che vendeva la stessa tecnologia anche all’agenzia di sicurezza russa Fsb e al ministero dell’Interno russo. Secondo le autorità americane, tuttavia, Oxygen non avrebbe avuto accesso non autorizzato ai sistemi o ai dati dei propri clienti.


