MOSCA – Sulle prossime elezioni in Europa aleggia lo spettro delle ingerenze russe. Non si arrestano le preoccupazioni di una possibile manipolazione del voto elettronico che verrà usato da diversi Paesi europei per le prossime tornate elettorali. A nulla sono servite le rassicurazioni arrivate dallo stesso Vladimir Putin. La guerra ibrida del Cremlino contro l’Europa, infatti, resta una minaccia. Questo è il tema affrontato nell’ultima riunione a Bruxelles del Consiglio del Nord Atlantico, l’organo decisionale della Nato che ha identificato i Paesi baltici come obiettivo più vulnerabile.
L’Estonia sotto il mirino
Il target più attenzionato è, al momento, l’Estonia. Si tratta del primo paese europeo ad andare alle urne la prossima primavera e il voto elettronico resta la modalità più utilizzata (50% degli elettori). Una minaccia che nel paese baltico si affianca a quella militare. L’ultima denuncia arriva dal ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, che ha accusato Mosca di aver causato un incendio scoppiato il mese scorso in uno stabilimento dell’industria della Difesa. Per il ministro di Tallinn, l’ultimo sabotaggio russo ha come obiettivo quello di scoraggiare il paese baltico dal sostenere l’Ucraina. “La nostra risposta sarà esattamente l’opposta – ha sottolineato Tsahkna – “Aumenteremo sia il nostro sostegno a Kiev sia la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla sua aggressione”. Accuse respinte dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che parla di “affermazioni infondate completamente scollegate dalla realtà e prive di qualsiasi riscontro”.
Raid a Kiev: distrutta l’Accademia Nazionale
Nessuna dichiarazione invece da Mosca sull’ultimo attacco di droni russi in territorio ucraino. Il raid a Kiev è partito mentre a Mosca è atteso oggi l’arrivo del cardinale Matteo Zuppi in missione umanitaria. A essere colpita l’Accademia Nazionale delle Scienze ucraina di Kiev e un edificio del ministero dell’Istruzione, vicino all’Università Shevchenko. Il bilancio al momento è di almeno un morto e 19 feriti. Un attacco a obiettivi civili per cui la Russia “deve subirne conseguenze”, ha intimato Vladimir Zelinsky dopo l’attacco. La condanna arriva anche dall’Europa. In primis quello del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares che ha definito i continui attacchi russi contro obiettivi civili come “una chiara violazione del diritto internazionale umanitario”.


