NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 5 ottobre 2026

HomeCronaca Pressione fiscale al 43,5% che pesa sulle famiglie: cala il potere d’acquisto

Pressione fiscale al 43,5%
in aumento di 0,5 punti
rispetto al 2025

Nel secondo trimestre cala dello 0,9%

il potere d’acquisto delle famiglie

di Alessio Garzina05 Ottobre 2026
05 Ottobre 2026
Istat

Foto Ansa

ROMA – Più tasse e meno capacità di risparmiare. Nel secondo trimestre del 2026 la pressione fiscale in Italia è salita al 43,5%, con un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il dato diffuso dall’Istat nel rapporto sui conti delle amministrazioni pubbliche, sul reddito delle famiglie e sui profitti delle società. Nello stesso periodo il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre la propensione al risparmio è scesa al 6,7%.

Il reddito cresce, ma i consumi corrono di più

Il quadro fotografato dall’Istat mostra una crescita del reddito disponibile delle famiglie consumatrici dello 0,4% rispetto al primo trimestre dell’anno. I consumi, però, sono aumentati molto di più, segnando un +1,7%. Una dinamica che ha ridotto lo spazio destinato al risparmio: la quota accantonata dalle famiglie è diminuita di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, passando al 6,7%. 

A incidere sul potere d’acquisto è anche l’andamento dei prezzi. Nel trimestre il deflatore implicito dei consumi, l’indicatore utilizzato per misurare la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie, è aumentato dell’1,4%. Il risultato è una diminuzione dello 0,9% del potere d’acquisto rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Il dato racconta quindi una situazione in cui le famiglie continuano a spendere, ma con un margine sempre più ridotto per accantonare risorse. Secondo la stessa Istat, l’aumento del reddito disponibile è stato inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando la contrazione della propensione al risparmio. 

Ti potrebbe interessare