TEL AVIV – Un attacco o un’operazione mirata di rapimento in Israele da parte di Hamas. È questa l’allerta lanciata da David Zini, capo dello Shin Bet – il servizio di intelligence interna dello Stato ebraico – durante il gabinetto politico-militare di ieri sera, 5 ottobre. Secondo il rapporto di intelligence presentato da Zini ai ministri, il gruppo islamista starebbe “intensificando gli sforzi per organizzare l’offensiva a ridosso delle elezioni del 27 ottobre o nel periodo immediatamente successivo”. A riferirlo è uno dei principali canali televisivi del Paese, Channel 12. Tutti gli apparati di sicurezza si starebbero preparando a questa evenienza.
Katz minaccia Gaza in caso di attacco e ordina la massima allerta
L’obiettivo della milizia palestinese sarebbe quello di “generare un forte impatto mediatico, perturbare l’agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa”. Le segnalazioni dello Shin Bet fanno eco alle parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che appena un giorno prima aveva affermato: “Abbiamo segnali che, in vista del voto, i nostri nemici cercheranno di attaccarci”. Negli stessi giorni era emerso che l’Idf fosse in allerta massima a Gaza dove, secondo i servizi militari, Hamas starebbe pianificando di rapire un soldato per il terzo anniversario del 7 ottobre. Per questo il ministro della difesa di Tel Aviv, Israel Katz, ha avvertito che i gazawi pagheranno un “prezzo molto alto” se le forze armate dovessero subire danni.
Non solo Gaza: cresce la tensione in Cisgiordania
Tuttavia, le forze armate israeliane, ritengono che la minaccia non arrivi solo dalla Striscia. Anzi, ad impensierire maggiormente l’Idf è la Cisgiordania. Nelle scorse settimane, in occasione delle festività ebraiche di Yom Kippur e Sukkot, i checkpoint agli ingressi della West Bank sono rimasti chiusi, con più restrizioni del solito per gli arabi in uscita. La situazione nel territorio si è fatta sempre più incandescente a causa degli attacchi quotidiani dei coloni israeliani contro i residenti palestinesi.
Scontro sui coloni violenti al tavolo di gabinetto
Sulla questione, ci sarebbe stato anche uno scontro tra lo stesso Zini e la ministra di estrema destra Orit Struck, del partito di Bezalel Smortrich. La titolare del dicastero per gli Insediamenti avrebbe accusato il capo dello Shin Bet di presentare “la situazione come se gli arabi fossero tutto rose e fiori e solo i coloni fossero il problema”. Secca la replica di Zini: “I palestinesi non bruciano le case degli ebrei. Lei è fuori strada. Abbiamo bisogno di condanne e denunce da parte di tutta la leadership. Questo danneggia gli insediamenti e la sicurezza”.
Proseguono le indagini sul FlyDubai. Agenti Shin Bet volano negli Emirati
Intanto, proseguono le indagini degli inquirenti emiratini sul fallito dirottamento del volo FlyDubai. Sempre secondo Channel 12, il copilota omanita Hammam Al-Hammami – la cui intenzione era quella di far precipitare l’aereo su Tel Aviv – ha dichiarato di aver voluto agire “per vendicare Gaza, volevo morire da martire”. Si cerca inoltre di capire se il pilota abbia agito da solo o se sia stato inviato da qualcun altro. La censura militare israeliana ha autorizzato la pubblicazione della notizia che lo Shin Bet stesso sta partecipando alle indagini sul terrorista, tanto che nei giorni scorsi i suoi agenti si sono recati nel Paese del Golfo per partecipare alle investigazioni. Interrogato dai giornalisti, il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere che – secondo lui – c’è la responsabilità di Teheran in merito a quanto accaduto sul volo.


