MOSCA – È stato uno degli attacchi ucraini più massicci di sempre: nella notte di ieri (5 ottobre), più di 868 droni di Kiev hanno bersagliato la Russia – di cui 650 solo Mosca – causando la morte di due persone. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, la maggior parte dei velivoli è stata abbattuta dalla difesa antiaerea, ma secondo i calcoli dell’agenzia di stampa statale Tass, si tratterebbe del secondo attacco ucraino più grande degli ultimi mesi.
Altre tre persone sarebbero rimaste uccise e tre ferite in un secondo attacco di Kiev, questa volta contro il villaggio di Basan, nella regione di Zaporizhzhia sotto controllo russo. Secondo il capo dell’amministrazione locale vicina al Cremlino, Evgeny Balitsky, si tratterebbe di un attacco “mirato” da parte di un drone di Kiev contro un minibus.
Notte intensa anche sul fronte ucraino: Mosca ha infatti bersagliato diversi centri logistici, infrastrutture di trasporto e navi, danneggiando un deposito di missili e di artiglieria a Illichivk e una nave da carico che trasportava merci destinate alle forze armate ucraine nel porto di Chornomorsk. Mentre in mattinata, a Zaporizhia, le forze armate russe hanno colpito il ponte sul fiume Dnipro, bloccando il traffico e ferendo cinque persone, tra cui due operatori della Croce Rossa che si stavano recando al lavoro.
Colpite due navi mercantili in acque bulgare
Intanto, secondo quanto riporta il governo di Sofia, due navi mercantili sono state colpite da alcuni droni al largo delle coste della Bulgaria, nel Mar Nero. Una delle due è affondata e il suo equipaggio è al momento disperso. I marinai dell’altra nave carica di grano, battente la bandiera di Palau, sono stati messi in salvo dal soccorso marittimo bulgaro. L’attacco è avvenuto in acque internazionali, ma all’interno della zona economica esclusiva della Bulgaria. Per questo, il governo di Sofia ha immediatamente convocato una riunione d’urgenza, anche per chiarire la provenienza dei droni. “Un attacco assolutamente inaccettabile. Una gravissima violazione del diritto internazionale e delle norme marittime”, ha dichiarato oggi ai giornalisti il premier bulgaro Rumen Radev.
L’allarme degli 007 tedeschi
Nel frattempo, si alza la tensione tra Mosca e Berlino. All’indomani della visita del cancelliere Friedrich Merz a Kiev – scandita dagli attacchi russi – il Cremlino ha infatti deciso di non interrompere le operazioni militari nonostante la presenza del premier tedesco. E ora arriva un nuovo allarme. Secondo il capo degli 007 tedeschi, Martin Jaeger, “la Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia”, dal momento che Mosca starebbe conducendo “una guerra nell’ombra” contro l’Europa e contro Berlino. Secondo Jaeger, il recente fallito attentato di Lipsia sarebbe solo “l’ultimo esempio” di questa strategia. La Germania, però, non è l’unica nazione europea ad alzare il livello di allerta: proprio in questi giorni, secondo il Financial Times, l’Estonia starebbe spostando le sue truppe al confine con la Russia e si starebbe dotando di armi in grado di colpire in profondità il territorio confinante.


