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HomeEsteri Animali in guerra: oggetti o esseri senzienti? Cosa dice la legge

Tra norme e contraddizioni
il sistema incompleto
del diritto degli animali

Esseri senzienti ma ancora “cose”

il nodo giuridico intorno ai codici

di Irene Di Castelnuovo20 Febbraio 2026
20 Febbraio 2026

Foto Pexels

Ma esiste una forma di tutela giuridica per gli animali? Nella Costituzione italiana la parola compare solo una volta. La tutela della fauna e dell’ambiente è prevista dall’articolo nove, modificato nel 2022. Stesso anno in cui è stata varata la legge Brambilla, che riconosce l’animale come essere senziente. 

Per l’avvocata Bernardi “dimostra la maggiore attenzione che si ha verso di loro”. Ma è un articolo generico che “non pone limiti precisi”. Le discrepanze sono evidenti tra i vari codici. Se nel penale “l’animale è un essere vivente meritevole di tutela”, nel civile viene ancora considerato res, una cosa. 

Il diritto internazionale

A livello internazionale, manca una normativa uniforme. La tutela della fauna si snoda tra varie Convenzioni come quelle di Strasburgo, Berna e Bonn: “Ci sono tanti piccoli mattoni, per questo oggi il diritto animale è un mosaico”, spiega l’avvocata. 

L’attenzione sta crescendo ma non è abbastanza: “Noi viviamo in un mondo specista che, tra l’altro, fa già fatica a riconoscere la sofferenza di altre persone diverse da noi. Figuriamoci di un’altra specie”, sostiene Rezzaghi. Una carenza di empatia che continua a produrre conseguenze concrete, spesso invisibili.

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