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HomeEsteri Fregata italiana a Cipro. Teheran: “Mojtaba Khamenei ferito ma salvo”

Medio Oriente, droni iraniani
su obiettivi Usa nel Golfo
Colpito aeroporto di Dubai

Teheran: "Lanciato il più vasto attacco"

Trilaterale telefonico Ue su Hormuz

di Giacomo Basile11 Marzo 2026
11 Marzo 2026
Iran

Proiettile iraniano intercettato dall'Iron Dome nei cieli di Tel Aviv | Foto Ansa

TEHERAN – All’alba del 12 giorno di guerra l’escalation sembra proseguire. Continuano i raid incrociati tra Israele e Iran da cui arriva l’annuncio del “più vasto attacco dall’inizio del conflitto contro obiettivi statunitensi e israeliani”. Colpita anche una base militare e una sede diplomatica americane, entrambe in Iraq, tra Erbil e Baghdad. Sirene accese e forti esplosioni su buona parte dello Stato ebraico, da cui non trapelano ancora informazioni sull’entità dei danni subiti. Intanto Tsahal continua a colpire il sud del Libano, il 12% del paese risulta sfollato. Resta alta la tensione nello stretto di Hormuz, ieri al centro di una telefonata tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

12:55 – Iran, Pasdaran: “Da Hormuz non passerà neanche una goccia di greggio per Stati Uniti e alleati”

I guardiani della Rivoluzione ribadiscono la linea dura contro il petrolio destinato a Stati Uniti e alleati. “Non permetteremo che nemmeno una goccia di petrolio attraversi lo Stretto di Hormuz a beneficio dell’America e dei suoi alleati”, ha dichiarato il portavoce del comando integrato esercito-Pasdaran, Khatam-al-Anbia. “Non e’ possibile mantenere artificialmente bassi i prezzi del petrolio e dell’energia”, ha sottolineato.

12:43 – Teheran accusa Washington e Tel Aviv: “Alleati hanno colpito nave-ambulanza a Hormuz”

Il governo iraniano ha accusato Stati Uniti e Israele di aver lanciato un attacco missilistico su una nave ambulanza, attraccata in un porto dello stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia Mehr che ha anche pubblicato un video di una barca in fiamme. Non sono state segnalate vittime. 

12:35 – Iran, portarinfuse thailandese in fiamme nello Stretto di Hormuz: salvo l’equipaggio

Una nave portarinfuse, battente nave thailandese, è stata colpita mentre era in transito nello Stretto di Hormuz, chiuso da giorni dai Pasdaran. Secondo quanto dichiarato dalla Marina thailandese, i 23 membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo. La nave “è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz” dopo essere partita dal porto di Khalifa negli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato la Marina in un comunicato. “I dettagli specifici e la causa dell’attacco sono attualmente oggetto di indagine”, ha specificato.

12:26 – Mosca sul mercato delle risorse: “Grave crisi energetica Ue. Von der Leyen cadrà”

Il Cremlino paventa una crisi energetica nell’Unione europea, a seguito dell’escalation che ha coinvolto anche i Paesi del Golfo. “Ci sara’ una grave crisi energetica in Europa, causata dai precedenti errori strategici di Ursula von der Leyen nel settore energetico e dalla sua ostinazione”, ha dichiarato Kirill Dmitriev, consigliere del presidente Vladimir Putin e negoziatore nei colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti. Come riportato da Tass, per Dmitriev questo scenario “potrebbe portare a un cambio di leadership nell’Ue”.

12:13 – Ankara smentisce il ministro degli esteri iraniano Araghchi: “Missili partiti da Teheran”

Due missili iraniani lanciati da una base a est di Teheran hanno attraversato lo spazio aereo turco negli ultimi giorni, prima di essere intercettati dai sistemi della Nato. I due episodi si sono verificati nell’arco di una settimana. I detriti del primo missile sono caduti nella provincia di Hatay, mentre frammenti del secondo sono atterrati a Gaziantep, entrambe nel sud della Turchia. Secondo quanto emerso dall’indagine delle autorità di Ankara, entrambi i missili – con un raggio d’azione di circa 1.200 chilometri – sarebbero partiti dalla stessa base a est della capitale iraniana. Una ricostruzione che smentisce le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ieri aveva negato che i vettori diretti verso lo spazio aereo turco provenissero dall’Iran.

12:12 – Pasdaran minacciano: “Contempliamo solo resa totale nemico”

I guardiani della rivoluzione sembrano lontani dalla volontà di capitolare. La guerra “continua con tutta la sua forza contro i terroristi americani e il regime criminale sionista”, si legge in una nota riportata dai media iraniani. “Contempliamo solo la resa totale del nemico. Porremo fine alla guerra solo quando l’ombra del conflitto sarà stata rimossa dal Paese”, ribadiscono i Pasdaran.

12:08 – Iran, Politico: “Casa Bianca per ora non teme balzo prezzi petrolio”

Secondo un report di Politico, l’amministrazione statunitense è sicura di poter tamponare l’impennata dei prezzi del petrolio per un periodo di tre/quattro settimane, prima che diventi una sconfitta politica. “Supponendo che l’economia continui a riprendersi una volta conclusa la fase attiva della guerra, avremo tutta l’estate, da maggio ad agosto, per sfruttare la ripresa”, ha affermato la fonte citata da Politico.

12:02 – Il Giappone pronto a liberare le riserve di petrolio

Il Giappone si muove per far fronte alla crisi energetica, liberando le proprie riserve petrolifere. “Senza attendere una decisione formale sul rilascio coordinato di scorte internazionali con l’Aie (Agenzia Internazionale per l’Energia, ndr), il Giappone ha deciso di assumere un ruolo guida nell’allentare la domanda e l’offerta nel mercato energetico internazionale, liberando riserve strategiche già dal 16 di questo mese”. Questo l’annuncio della prima ministra Sanae Takaichi.

11:44 – La fregata missilistica italiana è arrivata nelle acque di Cipro

La fregata missilistica “Federico Martinengo”, salpata dal porto di Taranto venerdì scorso, è arrivata nell’area cipriota con il compito di difendere l’Isola. La fregata, con a bordo oltre 160 militari italiani, fa parte di un’oprazione lanciata in stretto coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda.

11:42 – Iran: 420 capi tribù giurano fedeltà al nuovo leader Mojtaba Khamenei

Più di 400 capi tribù,  anziani e sceicchi dei clan della provincia del Sistan e Baluchestan hanno giurato fedeltà all’ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, figlio della precedente guida spirituale e terzo leader della Rivoluzione Islamica. A riportare la notizia sono i media iraniani. “Nella misteriosa mezzanotte del diciannovesimo giorno del mese sacro del Ramadan, il giusto successore, la luce degli occhi della nazione, l’ayatollah imam Seyyed Mojtaba Khamenei, dopo il martirio del secondo saggio leader della Rivoluzione Islamica, l’imam Khamenei, ha assunto il vessillo dell’onore e della fede per salvaguardare il suo cammino, e senza dubbio questa scelta e’ una manifestazione della continua lungimiranza e lealtà della nazione verso il cammino della verità e della giustizia”. Questo il comunicato diffuso dai leader religiosi. Ora “saremo più potenti, risoluti e jihadisti che mai sulla scena, nel preservare i risultati della Rivoluzione Islamica sotto la guida del leader e comandante in capo delle Forze Armate”, assicurano i mullah.

11:41 – Zelensky sull’Iran: “Ora da Russia droni ma poi missili e truppe”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy ha affermato che il Cremlino starebbe già fornendo droni al regime iraniano, ma ha ipotizzato anche una cooperazione militare più stretta, con missili e truppe. “Data la situazione, la domanda è una sola: quando e quale Paese sarà il primo a sostenere il regime iraniano inviando truppe?”, ha scritto Zelensky su X. “Come è successo con la Russia, quando la Corea del Nord ha inviato 10mila soldati, che ora sono dispiegati in Russia ma potrebbero essere inviati in Ucraina. Lo stesso potrebbe accadere in Iran: la Russia potrebbe inviare truppe lì”, ha prospettato il presidente ucraino.

11:30 – Meloni al Senato: “Sosteniamo lo sforzo del Libano per porre fine alle violenze”

“In Libano, con il presidente Aoun e con il primo ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. È uno sforzo che dobbiamo sostenere, e sul quale l’Italia, che gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate Libanesi, è protagonista. Senza, ovviamente, dimenticare il ruolo difficile, ma importante, che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale”. Così la presidente Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

11:29 – Iran, Erdogan: “C’era la possibilità di un dialogo, ma qualcuno ha fatto male i conti”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan scaglia parole durissime contro Washington e Tel Aviv: “Qualcuno ha fatto male i conti gettando il Medio Oriente nel fuoco della guerra, e i musulmani devono dimostrare di essere uniti, al di la’ delle differenze confessionali e settarie”. “Bisogna fermare il conflitto prima che si allarghi” ha ribadito Erdogan in Parlamento. “Per noi non fa differenza essere sciiti, sunniti, curdi, arabi, persiani, siamo tutti legati allo stesso destino. Non volteremo le spalle a un paese amico e fratello” Il leader turco ha detto di voler “prendere contromisure perché gli sviluppi potrebbero essere sanguinosi”, poi ha lanciato un monito: “Chi vuole toccare la Turchia si brucerà le mani. Non abbiamo paura di chi ci sfida, guardino al nostro passato, non abbiamo mai indietreggiato”.

11:01 – Papa Leone: “Pace in Iran e in Medio Oriente, bimbi vittime innocenti”

“Sono vicino a tutto il popolo libanese in questo momento di grave prova”. Queste le parole del Santo Padre in conclusione dell’udienza generale. Leone ha ricordato, inoltre, che oggi si celebrano i funerali di padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, rimasto ucciso in un bombardamento israeliano. “Padre Pierre è stato un vero pastore che è rimasto sempre accanto al suo popolo”, ha ribadito il Papa.

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