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HomeEsteri Iran, lo Yemen riconquista Bab el-Mandeb. Trump continua a minacciare Teheran

Le minacce di Trump
non spaventano l’Iran
"La priorità resta Hormuz"

Yemen, le forze governative riprendono

il controllo di Bab el Mandeb e Dhubab

di Elisabetta Guglielmi05 Ottobre 2026
05 Ottobre 2026

Le forze governative yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab e hanno interrotto la strada tra Dhubab e Mokha | Foto Ansa

TEHERAN – Non accenna a rientrare la tensione nello scacchiere mediorientale. Mentre Washington dispone il ritiro dei propri bombardieri strategici dalla Gran Bretagna a seguito di un incidente non ancora chiarito alla base Raf di Fairford, Teheran tiene il punto sullo Stretto di Hormuz. Intanto nello Yemen si riaccende il fronte di guerra contro gli Houthi.

L’ombra di Teheran sull’indagine antiterrorismo

Gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro dei propri bombardieri strategici supersonici B-1 Lancer dalla base britannica di Fairford, trasferendoli nuovamente nelle basi di origine sul territorio americano. La decisione arriva a seguito di un grave episodio di sicurezza su cui indagano le autorità britanniche. Il 27 settembre le forze dell’ordine erano intervenute nei pressi della struttura dopo il ritrovamento di tre veicoli sospetti contenenti ingenti quantità di benzina, provocando l’evacuazione della zona.

Londra ha parlato di “chiare indicazioni” di un coinvolgimento dell’Iran, mentre il Pentagono ha evocato il ruolo di un “attore straniero”. Accuse smentite da Teheran. Le indagini, tuttavia, non hanno finora portato a una svolta decisiva. I sospettati fermati nei giorni scorsi, tra cui un cittadino britannico-iraniano, sono stati tutti rilasciati su cauzione.

La posizione dell’Iran

Sul fronte diplomatico e strategico, l’Iran resta fermo sulle proprie posizioni nonostante le crescenti intimidazioni del presidente statunitense Donald Trump. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e capo negoziatore iraniano, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz non riaprirà finché gli Usa non avranno soddisfatto le sette condizioni stabilite nel Memorandum di Islamabad.

“L’epoca delle richieste unilaterali è finita”, ha dichiarato Ghalibaf. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha confermato l’esistenza di contatti indiretti tramite il Qatar, evidenziando come la priorità di Teheran rimanga lo sblocco del passaggio marittimo. Il ministro degli Esteri Abbas Araqchi ha garantito la riapertura di Hormuz entro sette giorni dall’accettazione del piano iraniano. Araqchi ha però avvertito che – in caso contrario – le forze armate sono pronte a reagire aumentando gittata e velocità dei propri vettori missile per ingaggiare il nemico fino a mille chilometri di distanza.

Yemen, controffensiva su Bab el-Mandeb

Parallelamente si inasprisce il conflitto in Yemen, dove le forze governative sostenute da Riad hanno lanciato una vasta operazione militare terra-aria per strappare agli Houthi il controllo della costa del Mar Rosso. Nelle ultime ventiquattro ore i violenti combattimenti nella provincia di Taiz e nelle aree limitrofe hanno provocato oltre 70 morti.

I reparti filogovernativi – tra cui le Brigate dei Giganti e lo Scudo della Nazione – hanno già ripreso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell’aeroporto di Dhubab, interrompendo le vie di collegamento verso Mokha. L’offensiva vede il diretto supporto aereo della Arabia Saudita, a sua volta colpita da recenti raid degli Houthi contro le strutture energetiche di Aramco a Riad e Khurais. Trump, intanto, ha formalmente declinato per la seconda volta l’invito a partecipare direttamente alle operazioni aeree nella regione.

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