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HomeEsteri Medio Oriente, l’Iran propone agli Usa un piano da 7 giorni per la tregua

Usa-Iran, Teheran propone
un piano da 7 giorni
per raggiungere la tregua

Pezeshkian:“Usa devono cessare ostilità”

Onu, dure contestazioni contro Netanyahu

di Leonardo Macciocca25 Settembre 2026
25 Settembre 2026

Il cartellone pubblicitario anti-statunitense che raffigura un membro della Guardia Rivoluzionaria Iraniana (IRGC) con il piede appoggiato su un veicolo subacqueo senza equipaggio statunitense, che l’Iran sostiene di aver sequestrato nello Stretto di Hormuz, esposto in piazza Vanak a Teheran, in Iran, il 24 settembre 2026 | Foto Ansa

WASHINGTON – Prove di distensione. Teheran ha proposto agli Stati Uniti un piano di sette giorni per cessare le ostilità, riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare successivamente colloqui approfonditi sul programma nucleare del Paese. A riferirlo il New York Times, secondo cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ai giornalisti durante un briefing a margine dell’Assemblea Onu.  

I dettagli del piano

Un funzionario statunitense a conoscenza dei colloqui ha riferito che l’amministrazione sta conducendo discussioni positive e costruttive tramite intermediari, ma che gli Stati Uniti non intendono affrettare la conclusione di un accordo. Le condizioni poste dall’Iran prevedono che, nell’arco dei sette giorni, cessino tutte le ostilità, incluse quelle in Libano. Secondo il piano di Teheran, gli Stati Uniti dovrebbero sbloccare i beni iraniani congelati stimati in almeno 12 miliardi di dollari, revocare le sanzioni sul petrolio iraniano e togliere il blocco navale imposto all’Iran. Infine, l’ultimo giorno, l’apertura dello Stretto di Hormuz. Soddisfatte queste condizioni, dopo sette giorni, inizierebbero immediatamente negoziati globali sul programma nucleare iraniano, ha affermato Araghchi.

Tempi più rapidi

Il ministro iraniano ha spiegato che la proposta ricalca il memorandum d’intesa raggiunto tra Stati Uniti e Iran a giugno, poi rapidamente naufragato. I funzionari iraniani hanno spiegato che – pur essendo la proposta sostanzialmente identica alla precedente – essa è concepita per procedere con ritmi molto più serrati. Nell’accordo precedente, infatti, era stato fissato un arco temporale di 60 giorni per arrivare ai negoziati sul nucleare.

Pezeshkian: “Sono gli Usa che devono porre fine alla guerra”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un’intervista a Fox News, ha affermato che “sono gli Usa che devono decidere se porre fine alla guerra”. “Noi non abbiamo scelto la guerra, siamo stati attaccati e abbiamo dovuto difenderci”. E ancora: “Non vogliamo continuare, è l’America a dover scegliere se porre fine o meno alle ostilità”. Pezeshkian ha poi specificato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, assente dalla scena pubblica da mesi, gode di ottima salute. Smentite dunque per l’ennesima volta le voci secondo cui l’ayatollah sarebbe deceduto o in stato di morte cerebrale.

Gli sforzi di Teheran e Islamabad per ridurre le tensioni con gli Usa

A margine dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York, Pezeshkian ha discusso con il primo ministro del Pakistan (Paese mediatore), Shehbaz Sharif, in merito all’avanzamento dei colloqui e degli sforzi di mediazione per raggiungere un accordo” con gli Stati Uniti. Durante l’incontro, Pezeshkian ha sottolineato “l’importanza di proseguire gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni”, ha fatto sapere l’ufficio della presidenza iraniana. I due hanno anche approfondito la questione dei rapporti bilaterali, con Teheran determinata a rafforzare ed espandere la cooperazione con Islamabad.

Netanyahu all’Onu: “Se non avessimo attaccato l’Iran saremmo tutti morti”

Intanto ieri, all’ingresso del premier israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale dell’Onu decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota tra cori pro-Palestina. Lui ha reagito dicendo: “Se ce ne sono altri se ne vadano subito. Saremmo tutti morti se non avessimo attaccato l’Iran”.

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