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HomeSport Messi saluta la nazionale, Ronaldo vuole ricucire: i due volti delle leggende

Messi saluta l'Argentina
Gol e lacrime al Monumental
Ronaldo riapre al Portogallo

L'ultimo tango di Messi con la nazionale

CR7 chiede scusa ma punge Jesus

di Roberto Abela07 Ottobre 2026
07 Ottobre 2026
Messi Argentina Ronaldo

Lionel Messi dell'Argentina reagisce dopo un'amichevole internazionale tra Argentina e Benin allo Stadio Monumental di Buenos Aires, Argentina, 6 ottobre 2026. La partita segna l'ultima partita internazionale | Foto Ansa

BUENOS AIRES – L’ultimo tango di Messi con l’Argentina si è ballato ieri martedì 6 ottobre. Ed è stato coronato con una vittoria dell’Albiceleste e un gol de La Pulce: 3 a 0 contro il Benin in un’amichevole, di fronte a oltre 80.000 spettatori riuniti allo stadio Monumental di Buenos Aires. I fuochi d’artificio organizzati dai tifosi nel pre-gara e le lacrime del Ct Scaloni sul pullman in viaggio verso l’arena hanno fatto da sfondo al sofferto addio del numero dieci, giunto all’alba dei suoi 39 anni, dopo una storia d’amore durata oltre 20. Tutto l’opposto delle vicende sportive che riguardano il rivale di una vita, Cristiano Ronaldo, che solo nelle ultime ore ha smorzato i toni della polemica intavolata con l’allenatore della sua nazionale, il Portogallo, Jorge Jesus.

Rispetto e lacrime per Messi al Monumental 

Due assist decisivi e un gol su rigore, per salutare al meglio i suoi tifosi. Supporter che lo hanno celebrato come una divinità del calcio già dal pre-partita. Cori, giochi di luce, fuochi d’artificio e, al centro del Monumental de Núñez, una maglia di Messi lunga 30 metri con il numero 10 e la scritta “Gracias”. Il tutto arricchito da un regalo del capitano del Benin, Sessi D’Almeida, che ha consegnato a Messi una statuetta dorata di un’amazzone durante lo scambio dei gagliardetti: una guerriera con armi e armatura, simbolo dell’antico regno africano del Dahomey.

Il finale ha lasciato il posto ai discorsi e alle lacrime per il giocatore più vincente della storia dell’Argentina: il discorso di addio di Leo è finito con tutti che piangevano a dirotto, tifosi, compagni di squadra e lo staff tecnico. Come Enzo Fernandez, che in nazionale ha condiviso quattro anni con l’idolo bianco-azzurro. Messi ha espresso il suo “grandissimo orgoglio” per aver indossato quella maglia “per oltre 20 anni”. “È stato un grandissimo orgoglio per me difenderla”, ha detto. “Non ho altro che ringraziamenti. Non tornare più sarà un grande dolore”, ha dichiarato.

Ancora alta la tensione tra Ronaldo e Jesus

Tutta un’altra storia per Cristiano Ronaldo, che ritratta sul suo “definitivo” addio ai Lusitani. Il numero sette portoghese ha tentato di smorzare i toni della polemica che lo vede coinvolto in duello a distanza con il responsabile tecnico della sua nazionale, Jorge Jesus, “colpevole” di non averlo fatto entrare in due delle tre partite di Nations League. Per questo lo scorso 30 settembre il campione ha preso il suo jet privato ed è volato a casa, abbandonando i compagni al ritiro di Copenaghen, in Danimarca.

In una lettera di cinque pagine diffusa ieri dai media portoghesi, Ronaldo ha chiesto scusa a tifosi e compagni e si è detto disponibile a tornare in nazionale per “vincere come sempre”. “Se sarò in forma fisicamente, se giocherò nella mia squadra, sperando di segnare qualche gol, dopo aver scontato la squalifica che mi verrà inflitta, sarò disponibile, come lo sono sempre stato” si legge nel testo. “Questa è la più pura delle verità”, ha concluso Ronaldo. Non manca però la frecciata all’allenatore Jesus. “Mi sono riscaldato dall’intervallo, ho visto passare i minuti e non sono stato chiamato. Il commissario tecnico non ha mantenuto la parola data”.

Il giallo sulla lettera di CR7: la pubblicazione era concordata?

Taglia corto il ct, atteso dalla stampa portoghese fuori dalla sua casa di Aroeira: “Ho letto il comunicato. E ora, come faccio ogni giorno, vado alla Federazione per lavorare, per pensare alla squadra e alla nazionale portoghese. Non ho altro da aggiungere. Una risposta apparentemente semplice, ma che assume un altro peso secondo la stampa nazionale: quella lettera non sarebbe arrivata come un fulmine a ciel sereno, come ha lasciato intendere la sera prima – intercettato di ritorno dal match under 21 Portogallo-Repubblica Ceca in qualità di spettatore, incalzato dai cronisti sportivi sul fatto che avesse letto o meno la missiva aveva dichiarato: “Sono stato a vedere la partita, lo farò adesso” – ma il testo sarebbe stato già noto al suo entourage, addirittura una pubblicazione concordata.

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