ROMA – Tassisti in piazza in tutta Italia, a eccezione dell’Umbria. Oggi – 13 gennaio – primo sciopero dell’anno per i taxi, che sta paralizzando il servizio per quasi 24 ore, dalle 8 alle 22, delle principali città italiane. Immediata la risposta del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha convocato per domani 14 gennaio un tavolo. Il vicepremier accoglierà, infatti, i sindacati. Intanto, dichiara che “preferisce non interferire per il momento” e che “è giusto che ognuno rivendichi ciò che ritiene opportuno”.
In attesa di essere ricevute, le sigle sindacali, continuano le proteste. “Il nostro è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, controlli obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l’utenza. Oggi questo modello è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private”, la principale motivazioen dello sciopero. I lavoratori, infatti, sostengono che i privati puntano a sostituire il pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto. Dal canto loro, desiderano un servizio sicuro, trasparente ed equo.
Diversi disordini si sono verificati a Bari, dove le auto sono state parcheggiate nella piazza antistante la Prefettura. “Le multinazionali non rispettano le leggi attualmente in vigore nel nostro Paese”, denuncia Filippo Romano, rappresentante di Usb taxi Bari.


