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HomeEsteri Usa-Iran, prove di dialogo. Trump: “Khamenei dovrebbe preoccuparsi”

Usa-Iran, sì a nuovi colloqui
Il vertice domani in Oman
Decisivi i Paesi del Golfo

Trump: "Khamenei dovrebbe preoccuparsi"

Tajani: "Scongiurare un'altra guerra"

di Alessio Sebastiano Corsaro05 Febbraio 2026
05 Febbraio 2026
Iran

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump | Foto Ansa

TEHERAN – Il vertice tra Usa e Iran, previsto per domani 6 febbraio in Oman, ci sarà. Secondo fonti americane citate da Axios, i piani di incontro sono stati riabilitati dopo le pressioni urgenti di leader arabi e musulmani sull’amministrazione Trump, che ha accettato “in rispetto” delle richieste degli alleati, per “continuare a seguire la via diplomatica”. Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, insieme ai suoi omologhi di Qatar, Oman e Iran, ha manifestato fiducia “nell’accordo di principio” che ha portato alla convocazione del colloquio di domani, un appuntamento “di importanza cruciale affinché Usa e Iran raggiungano una soluzione che scongiuri la minaccia di guerra regionale”. 

Il giallo sul vertice e l’annullamento iniziale

La conferma del vertice, tuttavia, è stata in bilico per diverse ore. Il primo segnale lanciato ieri, 4 febbraio, dall’amministrazione Usa, è stato l’iniziale rifiuto dei funzionari americani di cambiare la sede dell’incontro. Una richiesta avanzata dagli iraniani, che pretendevano di spostare i colloqui da Istanbul all’Oman. Secondo fonti diplomatiche di Ynet, a quel punto il bilaterale sarebbe saltato, perché Teheran “chiedeva di discutere solo della questione nucleare”, mentre gli americani “non erano disposti a limitare l’agenda dei negoziati a un solo tema”. 

Trump: “L’Iran pensava a un nuovo sito nucleare”

Ad esasperare una situazione già a rischio, prima della distensione, sono state le parole dello stesso Trump. Il presidente Usa, infatti, ha definito la Repubblica islamica un “disastro”, affermando che la sua guida, Ali Khamenei, “dovrebbe essere molto preoccupato”. A proposito della presunta ripresa del programma nucleare di Teheran, The Donald ha dichiarato che l’Iran “non è riuscito ad avvicinarsi ai siti nucleari colpiti” e per questo “stavano pensando a un nuovo sito in una differente area del Paese”. 

Tajani: “Iran dia un segnale agli Usa. Bisogna scongiurare la guerra”

Dopo aver consultato i suoi omologhi attivi in Medio Oriente, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani si è detto preoccupato “per l’escalation nucleare da parte di Teheran”, augurandosi che “gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica possano recarsi in Iran per vedere ciò che succede”. Sarebbe “un primo segnale agli Usa e a tutto il mondo”. A fargli eco, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha espresso fiducia per una risoluzione “attraverso il dialogo”. Dello stesso avviso anche il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che a Doha ha ribadito come la Germania sia pronta a “dare un contributo per far sì che l’Iran smetta di essere un fattore di destabilizzazione nella regione”.

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