Orlando: "Dopo il voto in Sicilia serve un tavolo di coalizione della sinistra"

Gli osservatori si dividono tra chi ritiene che il voto in Sicilia avrà solo valore locale e chi valuta le elezioni regionali di domenica come un test nazionale per i partiti, le alleanze e soprattutto i leader.  Ma come si vota, chi sono i candidati in campo.

Le posizioni in campo. La destra e il centrodestra fa mostra di grande unità e valori condivisi. Nonostante ciò Fi, Fdi e Noi con Salvini hanno allestito gli ultimi comizi ognuno per conto suo. La Sicilia resta per loro un importante laboratorio per i futuri equilibri nazionali. Il M5s ripete anche nell’isola il mantra: “Non si fanno accordi con nessuno”. Per loro la Sicilia sarà un test importante in attesa delle elezioni politiche. La sinistra e centrosinistra si presentano divisi. Per loro voto siciliano avrà un doppio valore: servirà soprattutto a sondare la leadership nella galassia della sinistra che include il Pd.

I candidati. Il candidato del centrosinistra è Fabrizio Micari. È sostenuto da una coalizione di centro-sinistra, composta da Pd, Ap, Sicilia Futura-Psi e dalla lista Micari Presidente. Per i 5 Stelle corre da solo Giancarlo Cancelleri, scelto con le web primarie a ottobre, già candidato presidente nelle elezioni del 2012 e deputato dell’Assemblea regionale. L’altro candidato della sinistra è Claudio Fava. È sostenuto da una coalizione composta da Articolo 1 – Mdp, SI, Possibile, Rifondazione Comunista e Verdi. Nello Musumeci è il candidato del centrodestra. È appoggiato da Fd’I, Noi con Salvini, FI, Udc, Mpa, Pli e Scelta Civica. Roberto La Rosa con il movimento indipendentista Siciliani Liberi.

Il sistema di voto. I seggi aprono domenica 5 novembre dalle 8 alle 22. Sono 4,6 milioni i siciliani chiamati alle urne. L’elezione del governatore è diretta e a suffragio universale: vince chi raccoglie più voti, non sono previsti ballottaggi. Gli elettori voteranno anche i 70 deputati dell’assemblea regionale che saranno eletti per la maggior parte con il metodo proporzionale. È prevista una soglia di sbarramento del 5 per cento.

Come si vota. La scheda elettorale è suddivisa in riquadri corrispondenti a una lista provinciale. Di fianco a ognuna è indicato il nome del candidato governatore. Per votare basta mettere una X: una sulla lista prescelta e una sul nome del candidato alla presidenza e sul simbolo della sua lista. È possibile anche scrivere il nome del candidato deputato all’assemblea regionale preferito, scrivendone il nominativo. È consentito il voto disgiunto: votare una lista provinciale e una regionale non collegate tra loro. Per i non risiedenti sono previste delle agevolazioni sui trasporti (Alitalia, Aiscat, Trenord e Ntv).

Gli impresentabili. A metà ottobre si era concluso il monitoraggio dell’Antimafia sulle liste regionali. Da li era emersa una lista di 40 impresentabili. Questi sono candidabili secondo la legge, ma non dal punto di vista etico previsto dal codice dell’Antimafia.

Le alleanze pre e post elettorali in Sicilia non ricalcano quelle a livello nazionale. Se Forza Italia, la Lega e FdI sostengono un unico candidato, Musumeci, e prefigurano un’estensione di questo modello di centrodestra alle prossime elezioni politiche, non è altrettanto lineare il percorso del centrosinistra, frammentato tra il sostegno a Micari del Pd e quello a Fava della sinistra sinistra.

Sulle divisioni del centrosinistra è intervenuto stamane anche il ministro della giustizia Andrea Orlando su Repubblica.tv: “Dopo la Sicilia di deve fare un discorso sul perimetro della coalizione e anche sul candidato premier. Ci si siede intorno a un tavolo per decidere anche come si sceglie il leader”.

 

Giordano Contu

Studia e vive a Roma. Nato in Sardegna, ma pisano di adozione, ha studiato Filosofia estetica e ha collaborato al quotidiano Il Tirreno. Si interessa di politica e cultura. Cura quotidianamente i social network. È impegnato socialmente e politicamente. Ama i paesaggi, la fotografia e il mare.