Zavoli compie 90 anni. Grande festa a Viale Mazzini con Napolitano. Tra gli invitati anche la Carrà

320px-Sergio_Zavoli_Giorgio_NapolitanoLa Rai del presente e quella del passato. La politica e le istituzioni, la cultura e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno festeggiato oggi in Rai i 90 anni di un emozionato Sergio Zavoli, abbracciando in un applauso un maestro del giornalismo italiano.
C’erano tutti. Era la prima volta di un presidente della Repubblica a viale Mazzini, occasione storica come la pagina di radio e tv scritta da Zavoli, celebrato nella sala degli Arazzi dove era raccolto un pubblico di amici e colleghi. Insieme per celebrare quell’idea di giornalismo e servizio pubblico incarnati da Zavoli “alle quali la Rai di oggi sta cercando di avvicinarsi”, come ha detto la presidente Anna Maria Tarantola. A rappresentare le istituzioni, anche il presidente del Senato Pietro Grasso e i ministri Massimo Bray e Anna Maria Cancellieri.
Presenti anche artisti come Raffaella Carrà e Renzo Arbore che hanno celebrato i 90 anni di un monumento del giornalismo. Una Rai “che oggi forse somiglia un po’ di più alla sua idea di servizio pubblico”, ha detto la presidente Anna Maria Tarantola mentre il dg Luigi Gubitosi lo ha invitato a tornare con un nuovo programma.
Chi era. Dal 1947 al 1962 esercitò l’attività di giornalista radiofonico all’interno della RAI, per passare alla televisione, dove ideò un fortunatissimo programma, il Processo alla tappa, trasmissione sportiva incentrata sul Giro d’Italia. Autore di tanti altri programmi di successo come Nascita di una dittatura (1972) Sergio Zavoli, di orientamento socialista, fu presidente della Rai dal 1980 al 1986. Nel 2001 diventò senatore del Pd (tutt’ora è il parlamentare eletto più anziano in carica) e nel 2007 arrivò la laurea honoris causa in editoria e giornalismo conferitagli da Tor Vergata. Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si introdussero nella sua villa a Monte Porzio Catone dove risiede dagli anni ’70. Zavoli fu legato, picchiato e derubato.

Lorenzo Caroselli