Reggio Calabria, sciolto il comune per contiguità mafiosa

Il Viminale ha sciolto per mafia il Comune di Reggio Calabria. E’ la prima volta in 21 anni che viene presa una decisione del genere. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia, del Consiglio comunale e ha disposto il commissariamento dell’Ente affidandone la gestione ad una commissione straordinaria per  18 mesi. Questa eserciterà le funzioni spettanti al Consiglio comunale, alla Giunta e al Sindaco, fino all’insediamento degli organi ordinari. Al momento è stato nominato Commissario Vincenzo Perico, attuale Prefetto di Crotone. Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria “è stato un atto sofferto fatto a favore della città” ha dichiarato il ministro Cancellieri, che continua- “e soprattutto, lo scioglimento riguarda questa amministrazione, non quella precedente ed è un atto preventivo, non sanzionatorio”.
Il rapporto del Viminale.
 Il cdm ha approvato all’unanimità la relazione presentata dal Viminale, che proponeva lo scioglimento. Una relazione arrivata dopo un lavoro di 6 mesi. La commissione prefettizia  aveva fatto degli accurati controlli su Scopelliti, sindaco di Reggio fino al 2010 quando venne eletto a governatore della regione, prima che a guidare la città arrivasse l’attuale sindaco Demetrio Arena. Afinire sulla lista nera anche Giuseppe Plutino, consigliere del Pdl detenuto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, e alle contestabili amicizie di Pasquale Morisani (assessore ai lavori pubblici) con il boss Pasquale Crucitti. Poi Luigi Tuccio, genero di Giuseppa Santa Cotroneo finita nell’inchiesta “Lancio” per avere offerto riparo alla latitanza del boss Domenico Condello.
Le reazioni del mondo politico.
  Per il segretario del Pd,, Pierluigi Bersani “Lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria deve farci riflettere sulla gravità alla quale è arrivata la situazione nel nostro Paese. Non è possibile che una larga parte del territorio nazionale debba fare i conti con una così forte infiltrazione delle organizzazioni criminali. Per il Pd la questione della legalità è un pilastro essenziale. Non si può ricostruire il Paese se la legalità non viene messa al centro dell’iniziativa politica” Secondo Nichi Vendola “ora i reggini hanno l’occasione e la possibilità di riscatto e di rinascita”. Secondo il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, questa situazione “non riguarda solo la Calabria, ma anche le amministrazioni del nord Italia”. Più critico, invece, il commento del presidente della Regiona Calabria, Giuseppe Scopelliti: “Se la scelta sarà politica assumeremo le nostre decisioni, chiedendoci se questa sia democrazia. Perchè – continua – in comuni limitrofi a quello di Reggio in cui sono state dimostrate evidenti commistioni tra amministratori e appartenenti al crimine organizzato, non si è proceduto con lo scioglimento?”.

 Mariangela Cossu