NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:03 del 3 febbraio 2026

HomeEsteri Ucraina, spiragli di pace. Trump: “Siamo più vicini che mai”. Il giallo sulla telefonata con Putin

Spiragli di pace in Ucraina
dopo il vertice di Berlino
Trump: "Siamo molto vicini"

Garanzie sicurezza americane per Kiev

Il giallo su telefonata Trump - Putin

di Alessio Garzina16 Dicembre 2025
16 Dicembre 2025

I leader europei, la delegazioni americana e il presidente ucraino Zelensky al vertice di Berlino | Foto Ansa

BERLINO – Per la prima volta in quattro anni, la fine del conflitto tra Russia e Ucraina appare concreta. Al vertice di Berlino che ha riunito i leader europei, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner sono emersi significativi progressi diplomatici, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che conferma lo spiraglio negli accordi: “Siamo più vicini che mai”. 

Usa: “Il 90% delle questioni è stato risolto”

Il cessate il fuoco – quindi – sembra finalmente possibile, sostenuto da garanzie di sicurezza solide per Kiev e da un piano di difesa a guida statunitense. Secondo fonti americane, “il 90% delle questioni è stato risolto”, ma restano ancora aperti dei nodi delicati, a partire dalla definizione dei territori contesi nel Donbass e nelle altre regioni occupate. Mosca, però, respinge l’ipotesi di una tregua natalizia: “Vogliamo la pace, non vogliamo concedere una pausa all’Ucraina per prepararsi a continuare la guerra”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Garanzie di sicurezza e “forza multinazionale”

Tra le principali novità emerse dai colloqui, c’è la possibilità per l’Ucraina di mantenere un esercito di 800mila unità e l’intenzione da parte della Coalizione dei Volenterosi di istituire una “forza multinazionale” per garantire la sicurezza di Kiev, con un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco affidato agli Stati Uniti. Per Zelensky e per i leader europei è fondamentale l’impegno legale vincolante da parte degli Usa per garantire la pace, una sorta di articolo 5 della Nato. Soddisfatto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani: “Gli americani hanno chiaramente confermato l’adozione di un meccanismo in linea con la proposta italiana, che è stata accolta perché di buon senso”.

Merz: “Notevole l’impegno americano”

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che “le garanzie per la sicurezza legali e materiali che gli americani hanno messo sul tavolo sono rimarchevoli”. Gli inviati di Trump, Witkoff e Kushner, hanno però precisato che l’offerta “non rimarrà sul tavolo per sempre”, invitando Kiev a una decisione rapida per poter beneficiare della nuova proposta. 

Resta il nodo dei territori

Nonostante i progressi, la questione legata ai territori rimane delicata. Gli Stati Uniti hanno chiesto agli ucraini di ritirare le truppe dal Donbass per creare una “zona economica libera” e smilitarizzata. Secondo il leader ucraino Zelensky, l’unico modo per superare lo stallo potrebbe essere far decidere al popolo tramite un referendum”. Ma Mosca non arretra: “Non sottoscriveremo, accetteremo o saremo nemmeno soddisfatti di alcuna presenza di truppe Nato sul territorio ucraino”, ha dichiarato il viceministro russo Sergej Ryabkov, ribadendo che la Russia non intende fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea.

Le ultime trattative e il giallo della telefonata tra Washington e Mosca

I negoziati proseguiranno a Miami, dove si discuteranno ulteriormente le concessioni territoriali. Nel frattempo, il Cremlino ha smentito recenti contatti telefonici tra Trump e Putin: “Non c’è stata alcuna telefonata dopo il 16 ottobre”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. 

Ti potrebbe interessare