CITTÀ DEL VATICANO – Nel suo discorso agli ambasciatori, Papa Leone ha lanciato un duro monito sullo stato delle relazioni internazionali, denunciando una crescente deriva verso la logica della forza: “Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati”.
Per il Pontefice, la guerra sarebbe tornata di moda con un fervore bellico dilagante. “È stato infranto il principio che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé” ma “la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile”, ha concluso.
Il Papa ha quindi richiamato alla responsabilità comune: per costruire la pace serve “uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza. Tale sforzo interpella tutti, a cominciare dai Paesi che detengono arsenali nucleari”. In particolare, ha sottolineato “l’importante seguito da dare al Trattato New Start”, mettendo in guardia dal rischio di una nuova corsa agli armamenti. A destare preoccupazione è anche l’uso dell’intelligenza artificiale, che necessita di “una gestione adeguata ed etica”, fondata su responsabilità umana e tutela della libertà.


