TEHERAN – I cieli dell’Iran sono stati riaperti, ma lo stato di allerta internazionale resta, come testimoniato dalla nota del ministero degli Esteri italiano, che invita i nostri connazionali a lasciare il Paese. In queste ore, nel frattempo, ha riaperto lo spazio aereo sopra la capitale dell’ex regno persiano. Una situazione di apparente distensione dopo giorni di uccisioni e processi sommari contro i manifestanti.
Trump frena sul regime change
Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump frena sul possibile cambio di regime, dopo giorni di minacce su un possibile intervento militare. Lo stop alle esecuzioni dei manifestanti – nessuna impiccagione tra oggi (15 gennaio) e domani – sembra aver convinto la Casa Bianca. In un’intervista alla Reuters, Trump si è espresso così sugli scenari futuri dell’Iran: “Reza Pahlavi sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto… Ma è troppo presto per dirlo”. “Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership, e certamente, se lo accettassero sarebbe perfetto per me”, ha proseguito il presidente, facendo notare di non aver mai parlato con il figlio dell’ultimo scià. I membri della teocrazia guidata da Ali Khamenei hanno fermato le impiccagioni, ma la situazione resta precaria, con la possibilità di ritorsioni violente e di una dura repressione dei manifestanti ancora sul tavolo.
La Farnesina invita gli italiani a “lasciare l’Iran”
Sempre dallo Studio Ovale è arrivato l’ordine di evacuazione di parte del personale delle basi americane in Medio Oriente – come quella di Al Udeid, che ospita 10 mila soldati – dopo le minacce di Teheran di colpire i siti in rappresaglia ai possibili raid statunitensi. Anche il Regno Unito ha chiuso la sua ambasciata nella capitale, mentre la Farnesina ha invitato in una nota gli italiani a lasciare il paese: “È stata fatta innanzitutto una valutazione sulla situazione dei cittadini presenti in Iran e dei Paesi del Golfo, potenziali obiettivi di azioni militari in caso di escalation delle tensioni”, ha spiegato il ministero. “Gli italiani in Iran sono circa 600, per lo più concentrati nell’area di Teheran. L’ambasciata ha mantenuto in queste settimane un monitoraggio attivo dei connazionali in transito o di passaggio”, conclude la nota. La richiesta è giunta al termine di una riunione tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore a Teheran e altri diplomatici italiani presenti nell’area. Misure precauzionali sono state adottate anche per i 900 militari italiani presenti in Iraq e Kuwait.


