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HomePolitica Ddl stupri, si passa da consenso a dissenso. Opposizioni: “Una forzatura”

Ddl stupri, cambia il testo
"Da consenso a dissenso"
I dem: "Non è la stessa cosa"

Bongiorno: "Aumentano tutele alle donne"

Cucchi: "Battaglia in Commissione"

di Enza Savarese23 Gennaio 2026
23 Gennaio 2026
manifestazione contro la violenza sulle donne, Roma

Manifestazione ’Non Una di Meno’ contro la violenza sulle donne. 23 novembre 2024, Roma | Foto Ansa/FABIO CIMAGLIA

ROMA – Dissenso invece di consenso quando si parla di stupri. È la modifica proposta dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno al testo del ddl stupri. Il disegno di legge aveva inizialmente raggiunto l’ok bipartisan alla Camera per poi essere rigettato al Senato lo scorso novembre. Una decisione che aveva creato già la prima frattura tra governo e opposizioni. Intesa ora ufficialmente sfumata con le nuove modifiche al testo apportate dalla presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno. Le nuove modifiche verranno votate alla Camera la prossima settimana. 

Il nuovo testo proposto per il ddl stupri

“L’atto sessuale è contrario alla volontà anche quando è commesso a sorpresa, ovvero approfittando dell’impossibilità della persona di esprimere il proprio dissenso”, si legge nella proposta. “Non è la stessa cosa”, tuonano le opposizioni riferendosi al cambio di parola nel testo. Sono d’accordo anche le associazioni femministe come Differenza donna, che sottolinea come la modifica può creare una vittimizzazione in tribunale per chi denuncia “che deve dimostrare di aver detto espressamente no, col rischio di escludere quelle situazioni in cui si resta paralizzate o non del tutto coscienti”. 

Eppure la senatrice leghista dissente e, intervistata dal Corriere della Sera, dichiara come la novità da lei proposta ampli il reato anche al fenomeno del freezing. “Anche quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si deve presumere il dissenso”, dice Bongiorno. 

Meno sanzioni e meno anni

Il secondo nodo è sulle sanzioni. Il testo di novembre prevedeva da 6 a 12 anni la pena per i reati di stupro. Il Pd però aveva richiesto che ci fosse una distinzione quando i casi di violenza avvengono con “minacce e costrizione”. Da qui la decisione del governo di ridurre la pena tra i 4 e 10 anni per i casi di stupri senza minaccia e lasciare la detenzione a 12 anni per gli stupri più gravi. Una decisione che i dem criticano aspramente definendo il risvolto come “un grave passo indietro”.

Tuttavia la senatrice leghista ribalta le accuse, e anzi dichiara come la riduzione della pena sia stata voluta dalle opposizioni. “Ho accolto la richiesta del Pd di ridurre ridurre la pena per il caso di violenza senza minaccia. Ma resto dell’idea che sarebbe stato meglio aggravare tutte le sanzioni”, chiarisce al Corriere. Si attende ora l’arrivo del testo alla Camera per il prossimo martedì. L’alleanza bipartisan dello scorso novembre è ben lontana e dalle opposizioni la senatrice Ilaria Cucchi di Avs si dice “pronta alla battaglia in Commissione”. Le critiche sono rivolte direttamente anche alla premier Meloni, che non ha commentato gli ultimi risvolti sul testo. “Evidentemente la linea politica di Salvini pesa molto di più della parola della premier”, accusa la senatrice di Avs.

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