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HomeEsteri Trump sfida l’Onu: “Anche l’Italia vuole far parte del Board of Peace”

Trump sfida l'Onu
e spinge sugli inviti
"Ci saranno tutti"

Il presidente: "Roma vuole entrarci"

Ritirato l'invito al canadese Carney

di Iris Venuto23 Gennaio 2026
23 Gennaio 2026
Donald Trump

Il presidente americano Donald Trump | Foto Ansa

DAVOS – Il Board of Peace ora è nero su bianco, come voluto e promesso da Donald Trump. In un cerimonia a Davos con i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito, il presidente americano ha firmato la carta fondatrice dell’organo creato per gestire il futuro della Striscia di Gaza. Un progetto fondamentalmente inedito che potrebbe sovvertire il ruolo delle Nazioni Unite come garanti della sicurezza globale. 

La sfida all’Onu

Il Consiglio per la pace di Trump si presenta ufficialmente come “un’organizzazione internazionale che mira a promuovere la stabilità, e a garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”. Non si tratta quindi solo di Gaza, che il testo non menziona neanche esplicitamente. Questo nonostante l’organismo sia stato creato proprio per gestire la ricostruzione del territorio palestinese devastato dalla guerra. La “nuova Onu di Trump” dovrà, certo, occuparsi della Striscia, ma potrà intervenire ovunque siano in gioco interessi strategici. Fanno discutere anche gli straordinari poteri del presidente americano: incarico a vita, oltre il suo mandato alla Casa Bianca, facoltà di invitare e rimuovere i membri, così come il veto su ogni decisione. Persino il logo della nuova diplomazia globale riflette le mire del presidente americano, da tempo critico verso le Nazioni Unite e desideroso di costruire un’alternativa. Tra rami d’ulivo è raffigurato un globo dorato incentrato sul Nord America, che sposta ai margini Europa, Africa, Medio Oriente e  gran parte dell’Asia.

Intanto durante il Consiglio europeo di ieri – 22 gennaio –  i leader europei hanno ribadito la loro netta distanza dal progetto di Trump. “Nutriamo seri dubbi — ha affermato il presidente del Consiglio europeo Costa — su una serie di elementi contenuti nello statuto relativi al suo ambito di competenza, alla sua governance e alla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite”. Restano tuttavia aperti alla collaborazione con Washington per definire i confini di un “Consiglio di Pace” incaricato di una missione di amministrazione transitoria, in conformità con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

“Tutti vogliono fare parte del Consiglio di pace” 

Al muro dell’Ue Trump ha risposto annunciando che al contrario Italia e Polonia sono intenzionate a far parte del Bord of Peace. “Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi ma prima devono espletare le formalità necessarie”, ha spiegato Trump ai giornalisti sull’Air Force One. La premier italiana, infatti, durante un’intervista alla trasmissione Porta a Porta aveva fatto emergere una posizione di apertura dell’Italia, ostacolata però da qualche cavillo costituzionale e di compatibilità su cui lavorare.

Carney e Trump: muro contro muro

Le dure parole del premier canadese Mark Carney al World Economic Forum contro la predominanza di “certi” leader globali, sicuramente non sono state ben digerite da Trump. Sul suo social Truth il presidente americano ha annunciato il ritiro dell’invito del Canada “a quello che sarà il più prestigioso consiglio dei leader mai riunito, in qualsiasi momento”. Anche dal palco di Davos Trump ha ricordato a Carney che il Canada esiste grazie agli Stati Uniti. Replicando, il premier canadese ha affermato che pur non potendo risolvere “tutti i problemi del mondo”, il Canada può “dimostrare che un’altra via è possibile, che l’arco della storia non è destinato a deviare verso l’autoritarismo e l’esclusione, ma può ancora piegarsi verso il progresso e la giustizia”.

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