ROMA – Slitta a giovedì pomeriggio 4 febbraio il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare, come emerso anche dalla riunione di governo di ieri a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni, le misure del nuovo pacchetto sicurezza. Uno slittamento di 24 ore che servirà a mettere a punto le norme, al momento non condivise pienamente da tutta la maggioranza.
Sul tavolo diversi temi: dal fermo preventivo per bloccare i violenti prima che arrivino in piazza, alla stretta sui coltelli per i minorenni, fino allo scudo legale per gli agenti.
Il fermo preventivo
A far discutere maggiormente proprio la possibilità, che potrebbe essere data alle forze dell’ordine, di trattenere nei propri uffici (per un massimo di 12 ore) persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni e ritenute pericolose per il pacifico svolgimento dei cortei. Una misura ritenuta da molti incostituzionale. Sempre in merito a questioni di ordine pubblico, è previsto il potenziamento del daspo urbano con l’estensione del divieto di accesso alle aree urbane a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste di piazza. Accanto a questo ci sarebbe l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi compie danneggiamenti in occasione di manifestazioni.
Lo scudo penale
Per quanto riguarda lo scudo penale, la norma potrebbe proteggere non solo le forze dell’ordine ma anche i comuni cittadini. Gli agenti non verrebbero iscritti automaticamente nel registro degli indagati quando agiscono nell’adempimento del dovere o nell’uso legittimo delle armi. Per tutti i cittadini la misura si applicherebbe nei casi di legittima difesa.
La stretta sui coltelli
Tolleranza zero anche per quanto riguarda l’uso e il possesso di coltelli. Diventerebbe illegare per un minorenne avere una lama con pesanti sanzioni per chi gliele vende. Inoltre, si prevede il divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri.
Le zone rosse
Si pensa poi di dare la possibilità (oggi prevista solo in casi eccezionali ed urgenti) ai prefetti di individuare delle “zone rosse” in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove non possono sostare soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o per il possesso illegale di armi.
La posizione della Lega
Prosegue intanto la crociata della lega per inserire un deposito di garanzia per chiunque voglia organizzare una manifestazione: “Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino”.


