ROMA – Il governo sta per mettere in campo le nuove norme per la sicurezza. Dopo i fatti di Torino, nel pomeriggio di oggi, 5 febbraio, è previsto il Consiglio dei ministri. Sul tavolo di Palazzo Chigi sia il testo del decreto sia quello del disegno di legge. Entrambi dovrebbero essere approvati entro questa sera.
La limatura dei testi
Nel pomeriggio di ieri i testi dei due documenti sono stati limati dopo l’incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Il Colle ha chiesto alcune modifiche su due misure centrali, il fermo preventivo per i manifestanti e lo scudo penale per gli agenti.
Le richieste del Quirinale
Per il Quirinale il trattenimento di 12 ore è eccessivo. Dalla Presidenza del Consiglio è stato chiesto di regolare dettagliatamente i motivi della misura cautelativa, mentre per quanto riguarda scudo il Colle ha richiesto una regolamentazione più puntuale. Dall’esecutivo emerge comunque la volontà di mantenere il fermo preventivo di 12 ore ma solo per chi ha precedenti specifici, mentre sullo scudo l’esecutivo fa notare che è una misura volta non solo agli agenti ma anche ai cittadini.
Bonafè: “È solo propaganda”
In attesa del voto di oggi pomeriggio, Lumsanews ha racconto le voci di alcuni deputati nel Transatlantico di Montecitorio. Dall’opposizione Simona Bonafè, vicecapogruppo Pd, attende con cautela di vedere cosa uscirà dal Cdm ma spera “che all’interno del decreto ci siano le risorse per aumentare gli organi di polizia che oggi non coprono nemmeno il turnover”. Mentre, spiega, “chi è stato fermato a Torino era incensurato. Quindi anche con il fermo i manifestanti violenti non sarebbero stati bloccati”. E taglia corto: “È propaganda”. A farle eco anche la deputata in Commissione Affari Costituzionali del Movimento 5 stelle, Vittoria Baldino, che ammette che da questo Consiglio dei Ministri “non ci aspettiamo altro che la solita propaganda targata Meloni”. Per Baldino “il problema degli italiani non sono le manifestazioni ma la loro incolumità quando prendono la metro o escono la sera o girano per i quartieri di periferia”. Tra le priorità sul tema sicurezza per i pentastellati c’è la volontà di “fare un patto integrato con i comuni e prefetture per individuare zone più critiche e fare interventi mirati ma anche rivedere la distribuzione delle forze dell’ordine, tra chi sta per strada e chi sta in amministrazione”.
Kelany: “Scudo penale? Doveroso per le forze dell’ordine”
Dalla maggioranza Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Costituzionali, evidenzia a Lumsanews come “ragionare sulle bozze alimenta solo il retroscenismo”. Sullo scudo penale invece lo ritiene un provvedimento “doveroso” nei confronti delle forze dell’ordine e sottolinea come l’iscrizione al registro degli indagati per omicidio volontario nel momento in cui un poliziotto è in una situazione di pericolo “è disincentivante per tutto il comparto”. Più morbida e interlocutoria la posizione di Forza Italia. Il deputato azzurro Paolo Emilio Russo ammette che “non bisogna dare reazioni emotive ma neanche lassiste perché ci sono stati diversi interventi che non hanno funzionato”. Secondo il deputato azzurro, è necessario un bilanciamento “tra esigenze di sicurezza ed incolumità di chi fa questo lavoro delicatissimo ma anche necessità di avere leggi che rispettino i diritti civili”. Alla domanda se si riuscirà a trovare una quadra con l’opposizione non esita e afferma: “Sicuramente”.


