NEW YORK – 11 settembre 2001, gli attacchi suicidi organizzati e realizzati da 19 terroristi di al-Qaeda negli Stati Uniti provocano la morte di 2.977 persone e il ferimento di oltre 6.000. Gli attentatori dirottano quattro voli civili: due si schiantano sulle torri nord e sud del World Trade Center di New York, uno contro il Pentagono, in Virginia. L’ultimo precipita un campo vicino a Shanksville, Pennsylvania, dopo la rivolta dei passeggeri che impediscono così di colpire il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington. L’11 settembre 2001 cambia la politica americana, quella internazionale e cambia il mondo intero. Arrivano due guerre e negli Stati Uniti un nuovo modo di intendere la sicurezza, in nome della lotta al terrorismo.

Il cambiamento americano
Dopo il 2001 l’illusione dell’invulnerabilità degli Stati Uniti svanisce. La guerra al terrorismo diventa la priorità della politica estera statunitense: il 7 ottobre 2001 gli Stati Uniti invadono l’Afghanistan, territorio controllato dai talebani che supportano i terroristi di al-Qaeda. L’amministrazione Bush vuole distruggere l’organizzazione e catturare il suo leader: Osama bin Laden. Un obiettivo che sarà raggiunto solo il 2 maggio 2011. Nel 2003, invece, la lotta al terrorismo si allarga all’Iraq. Il 20 marzo gli Stati Uniti guidano una coalizione multinazionale che invade il Paese. L’obiettivo è la deposizione del dittatore Saddam Hussein, visto con ostilità da Washington, accusato di detenere armi di distruzione di massa, che però non saranno mai trovate. A maggio il presidente George W. Bush proclama la conclusione delle operazioni militari su larga scala, ma il conflitto non finisce davvero. Si trasforma in una resistenza e in una lunga guerra di liberazione dalle truppe straniere, considerate invasori da molti gruppi armati arabi.
Il mondo oggi
Le conseguenze degli attentati sono ancora attuali. Dal punto di vista della sicurezza cambiano per sempre le regole negli aeroporti. Prima i controlli erano molto meno rigidi. Piccoli coltelli ammessi a bordo, porte delle cabine di pilotaggio non rinforzate e nessun piano per un attacco in cui l’aereo stesso diventi un’arma. Dopo gli attentati il governo federale assume direttamente la responsabilità della sicurezza negli aeroporti. Nuove liste di oggetti vietati a bordo, maggiori verifiche sui passeggeri e più agenti armati in incognito sugli aerei. Cambia anche la sorveglianza. Il 26 ottobre 2001 il presidente George W. Bush firma il Patriot Act, che amplia gli strumenti a disposizione delle autorità per prevenire e indagare il terrorismo. Aumentano le possibilità di intercettare le comunicazione e l’accesso a dati e documenti personali. Nel 2013 grazie ai documenti segreti svelati dall’ex consulente della Nsa Edward Snowden, si scopre che grazie al Patriot Act veniva realizzata una vera e propria sorveglianza di massa.
La commemorazione
A venticinque anni di distanza New York e il World Trade Center sono cambiati radicalmente. L’area dove sorgevano le Torri non è più un centro di finanza che si svuota a fine orario di lavoro. Adesso è un quartiere variegato con una vita notturna e una vocazione residenziale. Ogni anno si tengono le celebrazioni in ricordo delle vittime. A Ground Zero vengono letti i nomi delle vittime. Nel 2026 hanno partecipato gli ex presidenti George W. Bush, Bill Clinton, Barack Obama e Joe Biden. Ma anche l’attuale vice presidente JD Vance. Al Pentagono è invece presente Donald Trump. La sera precedente un gioco di droni ha permesso di rivivere le Torri e lo skyline della città prima che tutto cambiasse. Per sempre.


