NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:05 del 24 settembre 2026

HomeSpettacoli Oscar 2027, l’Odissea sfida Dune. L’Italia punta sull’Estranea di Strippoli

Corsa agli Oscar 2027
riflettori sull'Odissea
L'Italia punta su l'Estranea

Strippoli: "È un segnale enorme"

La cerimonia prevista il 14 marzo

di Irene Di Castelnuovo24 Settembre 2026
24 Settembre 2026
Premi oscar

Premi Oscar | Foto Pexels di Mirko Fabian

ROMA – Anche se alla notte degli Oscar mancano ancora sei mesi – è prevista per il prossimo 14 marzo – il quadro dei maggiori contendenti comincia a delinearsi. L’Odissea di Christopher Nolan, la terza parte di Dune, con regia di Denis Villeneuve e la tragicommedia apocalittica di Alejandro Gonzalez Inarritu Digger sono alcuni dei titoli in lizza.  

Dall’Odissea a Digger, i film più quotati

Dopo il grande successo estivo al botteghino, la rilettura di Omero offerta dal regista di Oppenheimer è il più quotato per vincere una statuetta. Al momento il film ha incassato 1,72 miliardi di dollari, secondo solo a Spider-man: Brand New Day. Tra i titoli usciti dai grandi festival c’è anche La bola negra dei Javier Calvo e Javier Ambrossi, premiato a Cannes e poi vincitore del People’s Choice Award a Toronto. Si aprono possibilità anche per Digger, un progetto che riunisce diversi nomi già familiari all’Academy. 

Speranze per l’Italia con l’Estranea

In Italia i riflettori sono puntati su l’Estranea di Paolo Strippoli. Il film è stato designato a rappresentare il Paese dal Comitato di selezione per la categoria International Feature Film Award. “È un segnale enorme anche perché è un film di genere, e penso che siano tantissimi anni che non viene proposto qualcosa che gioca con il thriller, con l’horror”, le parole del regista. 

Chi è Paolo Strippoli

Il regista di Estranea ha 33 anni e si è laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Non riesce a contenere l’emozione per la designazione: “Ho visto tante chiamate sul telefono pensavo fosse successo qualcosa di grave… invece fortunatamente era per qualcosa di bello”, ha ironizzato. Un riconoscimento reso ancora più significativo dalla sua giovane età: “Questo non è un segnale che porta i trentenni davanti ai grandi maestri, ai registi che hanno un’esperienza maggiore, ma li fa coesistere”, ha ricordato. Più giovane di lui, tra i registi italiani a contendersi un oscar, solo Marco Bellocchio, che nel 1967, quando il suo La Cina è vicina venne scelto, aveva 27 anni.

Ti potrebbe interessare