PARIGI – Continua in Francia la protesta studentesca. Oggi, 6 ottobre, il cosiddetto terzo atto della protesta dei licei. Una nuova giornata quindi di mobilitazione nazionale convocata dalle organizzazioni studentesche a cui aderiscono anche diversi sindacati del settore dell’educazione.
Decine di migliaia attesi a Parigi
In Place de la République – alle 14 – sono previste numerose manifestazioni davanti alle scuole superiori. L’arrivo dei cortei sarà invece a Place de la Nation, sede delle ghigliottine più attive durante la Rivoluzione francese. Nella Capitale ci saranno fino a 40mila persone per un corteo che vedrà impegnati sia gli studenti dei licei francesi che delle università. La richiesta è, in particolare, di migliori condizioni di studio. Da giorni gli ingressi di diverse scuole sono bloccati per segnalare la mancanza di insegnanti, orari pesanti, aule ed edifici non adeguati. La protesta non interessa solo Parigi, ma anche Lione, Marsiglia e altri trenta comuni.

Le rivendicazioni
Il cosiddetto “terzo atto” è una citazione della terminologia utilizzata dal movimento dei gilet gialli nel 2018, per scandire le proteste settimanali. Adesso quello degli studenti, che non si fermerà “fino a quando non ci saranno 10 miliardi di euro sul tavolo”. Lo ha detto la portavoce dell’Union étudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le richieste della protesta. “Si chiede di poter mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell’anno della maturità: il minimo indispensabile. E di porre fine al disprezzo”, ha sottolineato Kharbach.

“Una violenza illegale”
“Una violenza illegale è una violenza che va sanzionata”, chiosa il ministro dell’Istruzione Edouard Géffray. “Ci sono violenze estreme all’interno di questi movimenti. Dai primi giorni elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili ”, ha spiegato Géffray. Sulla risposta della polizia, il ministro ha ribadito come fin dall’inizio abbia invitato al dialogo e a non incoraggiare i blocchi.

La situazione
Le manifestazioni dei giorni scorsi sono state segnate da scontri con la polizia, arresti e feriti. Tra questi, uno studente quindicenne che ha perso una mano dopo aver raccolto una granata della polizia. Secondo il Ministero dell’Istruzione, l’attività didattica ha subito interruzioni in 589 dei 3700 licei e in 32 università del Paese. L’ufficio del primo ministro Sebastien Lecornu ha auspicato manifestazioni pacifiche, sollecitando a un ritorno a una forma di opposizione strutturata, legale e democratica. Secondo fonti governative, dall’inizio delle proteste si sono registrati 215 feriti tra gli studenti e 715 tra gli agenti di polizia.



