Aborto, svolta del papa
Frenano i rigoristi
“Non si minimizzi”

Basta scomuniche, perdono alla madre e ai medici
ma insorgono i porporati anche negli Usa

L’apertura fatta ieri da papa Francesco sull’aborto ha immediatamente attirato le reazioni dei porporati conservatori. A spaventare i rigoristi è soprattutto il timore che il peccato di aborto ora possa essere minimizzato.

L’estensione della facoltà di perdono ai semplici prelati e l’assoluzione della madre e dei medici è stata l’ennesima svolta promossa ieri da Bergoglio. I principali media italiani sottolineano il “silenzio” con il quale questo passo epocale è stato accolto. Tuttavia fra le gerarchie ecclesiastiche cattoliche la componente tradizionale continua la sua battaglia su temi etici importanti come matrimonio, aborto e procreazione. Così si spiega anche la lettera scritta dieci giorni fa dai quattro cardinali Walter Brandmüller, Raymond Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, che chiedeva al Papa di chiarire cinque dubbi su matrimonio e famiglia (Amoris Laetita). Se il Papa non rispondesse «ci sarebbe il problema di compiere un atto formale di correzione di un serio errore», dichiarava il cardinale Burke. Se silenzio esiste, egli è portatore di un pensiero diffuso fra una più ampia platea.

Solo un anno fa erano in tredici a sottoporre alcune «questioni controverse» sul Sinodo, ma tra questi ultimi c’era anche Daniel Di Nardo, neoeletto presidente dei vescovi nord americani, altro terreno fertile di opposizione al Papa. Per questo l’apertura di Bergoglio sull’aborto ha assunto ieri ampio rilievo nei media statunitensi, all’indomani della campagna elettorale che ha visto diversi vescovi impegnati. Negli Stati uniti come in Europa c’è una linea progressista e sociale vicina al Papa e una conservatrice-tradizionalista che sottoscrive le parole del cardinale Burke.

E’ monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, a prendersi l’onere di precisare la posizione ufficiale della Chiesa sull’assoluzione dell’aborto. Lo fa sulle colonne del Sole 24 Ore: «ll papa non svende i valori morali. Richiama tutti, anche i preti, a riconoscere che sono peccatori, ma quando c’è onestà di fondo è più facile ritrovarsi magnanimi di cuore anche con gli altri»  e per i prelati perdonare e «farsi guida, sostegno e conforto». Insomma, con la sua lettera “Misericordia et misera”, «Francesco ci provoca a dare spazio alla fantasia della misericordia».

I rigoristi temono che questa volta si vada verso una forma di lassismo, mentre prima il rischio di scomunica costituiva un deterrente: ciò richiama i sacerdoti a maggior responsabilità. Intanto il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, ha deciso ieri di rimarcare la sua posizione conservatrice sul matrimonio.

Giordano Contu

Studia e vive a Roma. Nato in Sardegna, ma pisano di adozione, ha studiato Filosofia estetica e ha collaborato al quotidiano Il Tirreno. Si interessa di politica e cultura. Cura quotidianamente i social network. È impegnato socialmente e politicamente. Ama i paesaggi, la fotografia e il mare.