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HomePolitica Al via l’anno giudiziario. Nordio: “La riforma mina l’autonomia? Blasfemia”

Nordio ai magistrati
"La riforma della giustizia
non mina l'autonomia"

Inaugurato a Roma l'Anno Giudiziario

Il Csm: "Delegittimazione pericolosa”

di Alessio Garzina30 Gennaio 2026
30 Gennaio 2026

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante la cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte Suprema di Cassazione | Foto Ansa

ROMA – Un forte richiamo al rispetto dei ruoli istituzionali e alla tutela dell’indipendenza della magistratura. Si è aperta così l’inaugurazione dell’anno giudiziario alla Corte di Cassazione. Nell’aula magna dell’aula di Palazzo di Giustizia, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i vertici della giurisdizione e della politica hanno affrontato il tema del rapporto tra toghe ed esecutivo, a poche settimane dal referendum sulla riforma della giustizia. 

Il richiamo al dialogo tra istituzioni. D’Ascola: “Indipendenza fondamento costituzionale”

Ad aprire la cerimonia è stato il primo presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, che nella sua relazione ha ribadito come l’autonomia della magistratura rappresenti un pilastro irrinunciabile dell’assetto costituzionale: “L’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione restano il caposaldo del sistema”, ha affermato, sottolineando che non si tratta di un privilegio corporativo, ma di una condizione essenziale per garantire l’imparzialità del giudice e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. 

D’Ascola ha invitato a costruire un confronto basato sul rispetto reciproco, avvertendo sui rischi di una narrazione che descriva il magistrato come vulnerabile o condizionabile. “Serve un dialogo pacato e razionale sul futuro della giustizia”, ha detto, ricordando che la professionalità delle toghe si fonda su studio, responsabilità e coraggio decisionale. Nella relazione non sono mancati riferimenti ai fenomeni sociali più critici, dai femminicidi ai suicidi in carcere, indicati come ferite aperte per la tenuta dei diritti fondamentali.

Pinelli (Csm): “Delegittimazione pericolosa”

Sulla stessa linea il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, che ha messo in guardia da uno scontro permanente tra i poteri dello Stato dichiarando che “la delegittimazione reciproca indebolisce le istituzioni e rompe il patto di fiducia con i cittadini” e ribadendo che “alla politica spetta il compito di legiferare, ma senza svilire il ruolo della magistratura, definita uno dei pilastri della democrazia costituzionale”.

Nordio: “Blasfemo dire che la riforma mina l’autonomia”

Netto il tono del Ministro Carlo Nordio, intervenuto per difendere la riforma sulla separazione delle carriere: “È blasfemo sostenere che questa riforma miri a minare l’indipendenza delle toghe”. Il Guardasigilli ha respinto l’idea di interferenze dell’esecutivo sull’attività giudiziaria e ha assicurato che l’esito del referendum verrà rispettato: in caso di bocciatura, il governo non interverrà; in caso di approvazione, si aprirà un confronto con magistratura, accademia e avvocatura.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte Suprema di Cassazione | Foto Ansa

Il Pg Gaeta: “Scontro a livelli inaccettabili”

Il procuratore generale della Cassazione Pietro Gaeta ha denunciato la deriva del conflitto tra politica e giustizia definendola “inaccettabile per un Paese che si richiama al liberalismo giuridico”. Gaeta ha invocato la fine delle “lacerazioni istituzionali” avvertendo che una giurisdizione delegittimata non giova né ai cittadini né allo Stato. “Serve collaborazione, non rottura”, ha concluso, indicando la crisi del sistema carcerario una delle sfide più urgenti e non più rinviabili. 

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