Terzo trimestre in caloper Arcelor-Mittal"Dobbiamo ridurre i costi"

I sindacati: "Una beffa vera e propria" Oggi incontro a Palazzo Chigi con Conte

Condizioni di mercato difficili, prezzi dell’acciaio in ribasso e costi elevati della materia prima grezza. Il terzo trimestre per l’Arcelor-Mittal non è stato una passeggiata. A confermarlo il presidente e amministratore delegato, Lakshmi Nivas Mittal, che ha commentato i risultati trimestrali del gruppo. “In questi mercati – ha detto Mittal – rimaniamo concentrati sulle nostre iniziative per migliorare il nostro rendimento e la nostra priorità è ridurre i costi, adeguare la produzione e assicurare una cassa positiva”.

Al momento il colosso ha chiuso il terzo trimestre con vendite per 16,63 miliardi di dollari, lievemente al di sotto delle stime degli analisti. In aumento la perdita a 539 milioni e in calo la produzione di acciaio da 22,8 a 20,2 milioni di tonnellate.

Al trimestre difficile si aggiungono le proteste dei sindacati, che fanno presente come la decisione “di ArcelorMittal di risolvere, ad appena un anno dall’insediamento, il contratto di affitto per la gestione del più grande impianto siderurgico d’Europa”, assuma “i caratteri della beffa, provocando la perdita di numerosi posti di lavoro e cali nella retribuzione”.

In questo momento, i lavoratori che vedevano superata una fase estremamente complicata, che ha raggiunto livelli di alta tensione sociale, “ripiombano in una situazione di incertezza e angoscia, senza una reale prospettiva a lungo termine”.

“L’auspicio – sottolineano i segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Fist Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs Uil che rappresentano gli operai dell’indotto – è che governo e istituzioni creino le condizioni per una soluzione definitiva”. Soluzione che verrà discussa all’incontro tra governo e sindacati che si terrà oggi pomeriggio a Palazzo Chigi.

Duro anche il commento del senatore tarantino Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio che oltre a condannare l’azienda per la decisione di rescindere dal contratto nega che “la decisione di disimpegno di ArcelorMittal sia legata al problema della tutela penale”.

Chiara Capuani

Nasce in un paesino a cavallo tra le Marche e l’Abruzzo il 6 giugno 1991. Dopo la maturità scientifica si dedica agli studi classici e si laurea presso l’Università degli studi di Urbino in lettere classiche. Ha viaggiato molto e ha vissuto per studio e lavoro in Francia, Germania e Corea del Sud. Esterofila e loquace adora scrivere e sogna di farlo per professione.