ROMA – L’eco della protesta dei cittadini spagnoli contro il caro-casa arriva anche in l’Italia. Il governo a guida Meloni starebbe pensando di inserire nella Manovra finanziaria interventi mirati per i giovani. Del resto l’emergenza abitativa non è un’esclusiva iberica: le case sono più care in tutti i Paesi dell’Eurozona, tanto che secondo Eurostat, l’ufficio statistico comunitario, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi sono aumentati del 4,7% e gli affitti del 3% rispetto al secondo trimestre del 2025. Il dato italiano è in linea con quello Ue.
Dal Piano Casa alla cedolare secca al 5%, le ricette della destra
Sono diverse le ricette con cui i vari esecutivi dei Paesi del Vecchio Continente stanno decidendo di affrontare l’emergenza abitativa. A Roma, dove da tempo la maggioranza parla del cosiddetto Piano Casa, il primo a sbilanciarsi nella giornata di oggi è stato Maurizio Lupi, che ha chiesto agli alleati di sostenere la sua proposta di una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine. Il timore è che il malcontento in Spagna possa diffondersi al di là del Mar di Sardegna e accendere la miccia anche nel Belpaese.
La casa figurava anche nell’elenco delle priorità dettate da Giorgia Meloni lo scorso 18 settembre, in collegamento al festival della testata online Open a Parma.”Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo. Tutto quello che precostituisce le condizioni per mettere su una famiglia”, aveva affermato la premier.
Le proposte del viceministro Leo che potrebbero entrare in manovra
Altre proposte, “risorse finanziarie permettendo”, sono state anticipate dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che all’Ansa ha parlato di “incentivi per l’acquisto della prima casa per gli under 36, l’estensione della possibilità di applicare l’Iva sulle operazioni di cessione e locazione di abitazioni poste in essere da società di compravendita e gestione immobiliare, la riduzione dell’aliquota Iva dal 10 al 5% per la locazione dei fabbricati residenziali, ad eccezione degli immobili di lusso”.
Il mercato immobiliare italiano è stabile, ma la frenata è in vista
I prezzi delle case in vendita e gli affitti nell’Ue crescono inesorabilmente. E aumentano le compravendite anche se il fenomeno, in tempi di tassi di interesse alti, è destinato a calare notevolmente. Al momento, in Italia il mercato residenziale chiude il terzo trimestre del 2026 con una flessione dei prezzi dell’1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane positivo, con il 3,3% in più rispetto a settembre 2025; mentre a livello mensile le quotazioni si mantengono stabili, riporta idealista.it, il portale immobiliare.
Sfratti, oltre 40mila provvedimenti in un anno: tre su quattro per morosità
Ecco che torna di attualità l’analisi 2025 dell’Ufficio Studi di SoloAffitti sui dati nazionali che riguardano gli sfratti: stando al report del primo gruppo in Italia specializzato nella consulenza, gestione e tutela delle locazioni immobiliari, solo l’anno precedente sono stati emessi oltre 40mila provvedimenti, tre su quattro per morosità degli inquilini.
In totale nel 2024 sono state presentate agli ufficiali giudiziari 81.054 richieste di esecuzione, anche relative a decisioni degli anni precedenti, mentre gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 21.337. Rispetto al 2023, è stata registrata una crescita di circa il 2%, anche se quelli classificati per morosità o altra causa sono diminuiti di circa il 2,2%. Le richieste di esecuzione sono aumentate di circa il 10%, ma gli sfratti effettivamente eseguiti sono rimasti sostanzialmente stabili.


