Caso Bonafede-Di MatteoConte difende il ministro"Ho piena fiducia in lui"

Il centrodestra:"Il ministro si dimetta" Boldrini: "Servono chiarimenti sul caso"

Lo scontro tra il magistrato Nino Di Matteo e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede diventa bufera. Il primo l’altro ieri ha accusato il grillino in diretta tv su La 7 di non averlo nominato a capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel giugno 2018, dopo l’uscita di alcune intercettazioni di mafiosi preoccupati per la possibile nomina. Il centrodestra continua a chiedere le dimissioni del ministro grillino, il centrosinistra vuole un chiarimento in Parlamento.

Sul caso interviene anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Secondo l’agenzia Adnkronos, ieri sera, Conte ha telefonato al ministro Bonafede per esprimergli “piena fiducia per il suo operato”.

Il Guardasigilli ribadisce la sua versione definendo “infamante e assurda” l’ipotesi che si sarebbe lasciato “condizionare dalle parole pronunciate in carcere da qualche mafioso”.

Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle il Ministero era già a conoscenza delle intercettazioni quando fu offerto il posto a Di Matteo. “Se mi fossi lasciato influenzare non avrei certo chiamato io Di Matteo per valutare con lui la possibilità di collaborare in una posizione di rilievo” ha spiegato in un post su Facebook. Il Guardasigilli ha poi chiarito che dopo aver offerto al magistrato un’altra posizione più rilevante, sembrava che questi fosse d’accordo su questa seconda nomina. Il 20 giugno 2018, però, Di Matteo avrebbe cambiato idea, chiedendo il posto al Dap, ma a quel punto Bonafede aveva già nominato Francesco Basentini.

Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, si sarebbe trattato di “un equivoco tra due persone in buona fede”.

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini definisce l’episodio “sconcertante”. “È terribile questa modalità di attacchi pubblici in una trasmissione televisiva in diretta – aggiunge- si è oltrepassato il perimetro istituzionale. Le accuse sono state pesanti, è giusto che il ministro chiarisca la sua posizione”.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).