Deputato positivo a Covid-19Camera e Senato dimezzatiper limitare rischio contagi

Mascherine, guanti e amuchina per tutti Ristoranti e buvette chiusi alla Camera

Era prevedibile che prima o poi qualche deputato risultasse positivo al coronavirus. A inaugurare i contagi fra i rappresentanti del popolo italiano è stato Claudio Petrazzani, lodigiano ex di Forza Italia adesso con “Cambiamo!”. Cosi nel giorno in cui Camera e Senato sono chiamati a votare il provvedimento che permetterà all’Italia di sforare il deficit imposto dall’Europa per far fronte all’emergenza economica e sanitaria, Montecitorio si presenta come non si era mai visto.

Presenza ridotta ai minimi storici: 333 alla Camera, 221 al Senato, come se la riforma sul taglio dei parlamentari fosse già entrata in vigore. Decisione senza precedenti, presa di comune accordo dalla presidenza di Camera e Senato con l’assenso di tutti i partiti. I capi dei vari gruppi parlamentari si sono accordati per inviare alla votazione delegazioni proporzionali alla loro consistenza numerica, in modo da mantenere, almeno in modo approssimativo, le forze relative degli uni rispetto agli altri.

Le misure precauzionali non sono mancate, rendendo il clima ancor più surreale: commessi in aula con guanti di lattice, boccette di amuchina sugli scranni, deputati con mascherine chirurgiche. Tribune vietate al pubblico e accesso limitato ai giornalisti.

Entrate ed uscite contingentate per un massimo di dieci persone alla volta. All’ingresso di entrambe le camere gli operatori sanitari rilevano la temperatura di chiunque entri. Buvette e ristoranti della Camera chiusi, aperti invece quelli del Senato con il rispetto della regola del metro di distanza fra tutti gli avventori.

Anche le modalità di voto sono state modificate per limitare le possibilità di contagio. Alla Camera si è votato elettronicamente, ma soltanto metà degli scranni era occupata. Ogni deputato aveva una postazione libera alla sua destra e alla sua sinistra e, dove possibile, uno libero davanti e dietro di sé. Al Senato si è proceduto con appello nominale, con piccoli gruppi di senatori chiamati ogni mezz’ora, per evitare code e vicinanza eccessiva.

Nell’emiciclo per votare si entrava cinque alla volta. Al momento del voto prima quelli del M5S, poi il Gruppo Misto, e ancora dopo Italia Viva e Leu. Intorno alle 17.30 quelli della Lega e del Pd. Il risultato finale della votazione è stato di 332 sì ed un solo astenuto: Vittorio Sgarbi.

Al Senato il provvedimento passa all’unanimità dei 221 votanti. La giornata è finita, i presenti hanno fatto il loro dovere. Vanno via, in fretta, nel rispetto di quel decreto del premier Conte tanto rigido quanto necessario per fermare un contagio che ormai, con il permesso dell’Oms, possiamo chiamare pandemia.

Giuseppe Galletta

Nato a Messina il 2 Giugno 1988. Dopo la maturità scientifica conclude gli studi presso l’Università di Messina conseguendo la laurea in Giurisprudenza arricchita dalla frequentazione della Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Nel 2018 entra a far parte del Master di Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma.