L'ex M5S Luigi Di Maio e il presidente del partito Giuseppe Conte a Palazzo Chigi durante il vertice sulle autonomie a luglio 2019. Foto: Ansa, Filippo Attili, Ufficio Stampa Palazzo Chigi

M5s, la guerra contro gli exConte vuole il Tfrdi Di Maio e transfughi

Ex parlamentari respingono la richiesta Ma il partito vuole 30 mila euro

Gli ex parlamentari non più iscritti al Movimento 5 Stelle devono restituire 30 mila euro ciascuno; 1,8 milioni complessivi. Giuseppe Conte è stato chiaro. Anche Luigi Di Maio, che ha cambiato bandiera nella scorsa legislatura, dovrebbe riconsegnare i soldi. Il M5S vuole trattenere circa due terzi del Tfr (Trattamento di fine mandato) riservato a chi non è più iscritto al partito. Chi invece è rimasto nel Movimento dovrà restituire solo il 20%, ovvero 50mila euro lordi, come previsto dalla regola delle restituzioni mensili, pari a 2.500 euro: 500 vanno a onlus e progetti simili, 2.000 andranno alle casse del Movimento. Questo il succo della bozza in fase di studio del nuovo regolamento sul trattamento economico degli eletti del Movimento 5 Stelle.

Un’ulteriore novità è l’indennità di carica fino al 25% in più rispetto a quella base per chi assume vicepresidenze o presidenze di commissione, che fino ad adesso era vietata. Il motivo del cambio di registro risiede nella drastica diminuzione del numero di deputati e senatori nel 2022 dall’entrata del partito in Parlamento nel 2013.

 

La nuova norma interna non sembra preoccupare affatto i diretti interessati. Di Maio e gli altri che lo hanno seguito ritengono che non siano tenuti al versamento in quanto hanno concluso la loro avventura nel partito prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento. E si appellano anche alla Costituzione, che prevede che i parlamentari non abbiano vincolo di mandato. Fonti vicine a Di Maio hanno detto che non avrebbe ancora ricevuto alcuna somma riguardante il suo Tfr e che quando gli verrà inviata stabilirà il modo in cui aiutare la collettività.