ROMA – Elly Schlein arranca nel tentativo di trovare una via d’uscita dallo stallo alla messicana in cui si è cacciato il campo largo, Giuseppe Conte non è mai stato più pronto di così. Il leader del M5s ha pianificato tutto: organizzare le primarie, vincerle e trasformare la coalizione di centrosinsitra in “un’alleanza per la Costituzione”, come ha annunciato nell’ultima edizione di Nova, la kermesse cinquestelle dello scorso 20 settembre. “Realizzerò le proposte di Nova oppure tornerò a fare l’avvocato”, ha promesso Conte. L’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani realizzato da Ferdinando Pagnoncelli, per Conte, è esaltante. Il Pd è dato sotto il 20%: questo signfica che, per la prima volta, M5s e Avs sommati insieme, superano i dem. Il potere della coalizione è nelle mani di Conte, e se Schlein non dovesse agire al più presto, potrebbe perdere prima ancora di iniziare.
Una settimana difficile per Elly
“Non partiamo da zero – ha sottolineato la leader del Pd dalla Festa dell’Unità di Portici, il 27 settembre – speriamo presto di poter lavorare con tutti gli altri per affinare il programma”. Parole che Schlein ripete da mesi e che iniziano a stancare persino gli alleati. Conte è pronto, i leader di Avs sono pronti, l’unica a non essere pronta sembra essere la segretaria. Questa settimana potrebbe però rivelarsi decisiva: per la data di mercoledì 30 settembre Schelin ha convocato la segreteria del partito, anche in preparazione della riunione di direzione di venerdì, in cui si prevedono scontri con i riformisti.
La leader sarà probabilmente chiamata a dare una linea, una roadmap del programma e dei punti che il Pd intende presentare al resto del campo largo. Dovrà poi strutturare un piano per rispondere all’avanzata di Conte e per risolvere i nodi che dividono i partiti della coalizione (primo tra tutti quello degli aiuti militari all’Ucraina, che il M5s vorrebbe bloccare); dovrà prendere una decisione sui gazebo, convocare l’assemblea nazionale per chiedere l’eventuale proroga del mandato necessario a correre alle primarie e rispondere a chi vorrebbe scalzarla e proporre un altro candidato del Pd: c’è qualcuno che già punta sul nome dell’europarlamentare Giorgio Gori.


