Coronavirus, è emergenzanelle strutture per anzianiColpiti ospiti e operatori

Pochi tamponi e protocolli inadeguati Salvini: "Serve attenzione immediata"

Le case di riposo per anziani si stanno sempre di più trasformando in trincee, scarsamente attrezzate, della battaglia italiana al coronavirus. Dalla Lombardia al Lazio, dal Veneto alle Marche, crescono i focolai di Covid-19 che si annidano in queste strutture, uccidendo in molti casi gli ospiti, indeboliti dall’età e da altre patologie, e contagiando gli operatori sanitari che li assistono.

Secondo L’Agenzia della tutela della salute della Lombardia (Ats), a marzo nella sola provincia di Pavia si sono verificati cento decessi all’interno delle case di riposo. Solo in alcuni ricoverati era stato diagnosticato il virus, perché, seguendo il protocollo operativo indicato dalla Regione, i tamponi vengono eseguiti solo sul personale sanitario che manifesta sintomi che possono far pensare al contagio da Covid-19. Ora molti operatori delle case di riposo pavesi chiedono che i tamponi possano essere effettuati anche agli ospiti, per trovare gli eventuali soggetti positivi al coronavirus ed isolarli.

E in Lombardia ora è scontro politico proprio sulla gestione dell’emergenza che sta colpendo i ricoveri per anziani, con i sindaci del centrosinistra che accusano il governatore Attilio Fontana di mentire “sulla situazione, sull’efficacia dei dispositivi impiegati e sull’uso delle mascherine”, come sottolinea l’eurodeputato del Partito Democratico, Francesco Majorino, solidarizzando con i primi cittadini.

Anche a Verona la situazione nelle case di riposo è drammatica: nelle ultime ore il bilancio delle vittime si è ulteriormente aggravato con 26 vittime in una sola struttura, altri otto decessi a Legnago e oltre 70 positivi al Covid-19 tra ospiti e operatori. Per fronteggiare l’emergenza, 98 sindaci della provincia scaligera hanno chiesto, in una lettera indirizzata al prefetto e al direttore generale della Ulss locale, di “poter reperire il personale sostitutivo attraverso l’impiego di membri della Croce Rossa e dell’Esercito, o in alternativa di dare la possibilità alle strutture di assumere in deroga alle vigenti normative”.

Nelle Marche, il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio ha avviato un’indagine per accertare che nelle case di riposo della provincia siano state adottate in tempi utili tutte le misure per evitare contaminazioni, quali i divieti di visite dei parenti, l’ impiego delle mascherine da parte del personale di servizio e simili. Nel maceratese infatti la situazione all’interno dei ricoveri per anziani appare fuori controllo: in una struttura di Cingoli è stata segnalata la presenza di 29 ospiti colpiti dal virus e sei morti. In un centro di Recanati ci sono stati sette morti, mentre in una struttura di Castelraimondo 17 ospiti e un operatore sono risultati positivi; a Corridonia gli anziani positivi sono stati 19, 8 gli operatori sanitari.

L’emergenza case di riposo è diventata anche spunto di dibattito politico a livello nazionale: il leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato di aver chiesto come prima cosa al premier Giuseppe Conte – durante l’incontro di ieri del presidente del Consiglio con le opposizioni – “quale strategia il governo vuole mettere in campo per la sicurezza degli ospiti e degli operatori delle residenze per anziani”. “Il Governo ha messo nel decreto lo stato di salute dei detenuti, va benissimo, però gli ospiti delle case di riposo non hanno commesso nessun reato a differenza degli ospiti delle carceri e meritano la stessa se non maggior tutela”, ha rimarcato il leader del Carroccio, chiedendo “attenzione immediata sul problema”.

Marco Valentini

Marco Valentini nasce a Rieti il 14 marzo 1988, si diploma al Liceo Classico M.T. Varrone e successivamente consegue la laurea in Scienze dell'amministrazione pubblica e giudiziaria presso l'università di Teramo. Appassionato di politica, sport, cinema e serie tv.