Coronavirus, 31mila contagiAtteso picco di infezioneal centro-sud dal 25 marzo

Resta critica la situazione al Nord Il sindaco di Cingoli: "È un incubo"

I numeri dei contagiati da Coronavirus in Italia continuano a crescere. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Protezione Civile, i casi salgono a 26.062 e il numero complessivo di contagi è pari a 31.506. Aumentano anche i decessi: 2.503. L’attenzione si sposta sempre di più a Centro-Sud, dove ci si aspetta un picco dei contagi fra il 25 marzo e il 15 aprile, senza discriminazione di età. In Campania, ad esempio, secondo l’indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità, almeno 10 casi positivi al Coronavirus hanno un’età compresa tra gli 0 e i 19 anni, anche se l’età media dei contagiati resta 52 anni.

La situazione resta poi fortemente critica al Nord e sono sempre più preoccupanti le informazioni che arrivano dal Veneto: i dati diffusi dalla Regione questa mattina raccontano di 3.214 casi di positività al Coronavirus, con un incremento di 291 rispetto al report diffuso nel pomeriggio di ieri. Incoraggiante però la situazione nel focolaio di Vo’ Euganeo dove prosegue, per il sesto giorno consecutivo, lo “zero nuovi casi”. Critica invece la situazione a Cingoli, nelle Marche, dove 33 su 40 ospiti di una casa di riposo sono risultati positivi al Covid-19.  Ieri, in collegamento con “L’aria che tira” su La7, il sindaco della cittadina marchigiana Michele Vittori ha lanciato un appello: “Stiamo vivendo una situazione da incubo. Il personale opera senza adeguate protezioni, non siamo in grado di gestire la situazione e per questo ho chiesto l’intervento dei medici militari”.

Tutta la penisola prova ad affrontare l’emergenza sanitaria attraverso la messa in funzione di ospedali e assunzione a tempo di record di personale sanitario; ma un altro allarme arriva dalle imprese che producono prodotti per la sanificazione, che si trovano a dover affrontare la mancanza di alcol, elemento al vertice della catena produttiva e chiedono al governo che vengano tolti i limiti vigenti alla sua produzione, altrimenti “il sistema produttivo potrà rispondere alla domanda che arriva sempre più pressante”.

Anche in tempi difficili, compaiono gli sciacalli: come quelli che avevano commercializzato un miracoloso farmaco contro il Covid-19. Ieri l’Antitrust ha sospeso la commercializzazione dell’antivirale “generico Kaletra” venduto, anche online, a più di 600 euro e pubblicizzato come “l’unico farmaco contro il Coronavirus”: per l’autorità le modalità di vendita erano infatti “ingannevoli e aggressive, idonee ad alterare la capacità di valutazione del consumatore, dal momento che il professionista sfrutta l’allarme suscitato dal costante aumento del numero dei soggetti contagiati dal Covid-19”.

Le limitazioni agli spostamenti, disposte per contenere il contagio, fanno inoltre moltiplicare gli episodi di violenze domestiche. Due casi recenti in provincia di Rimini, spiega all’Ansa la referente dell’associazione “Mondo Donna” Chiara Mussoni che racconta: “Dal momento in cui è iniziata la vera e propria quarantena ci sono state molte più chiamate di donne prese da panico e ansia”. In questo momento di estrema difficoltà è, come sempre, attivo il numero nazionale antiviolenza 1522.

Chiara Viti

Classe 1993. Ha studiato Filosofia a Roma e si è specializzata in Editoria e Giornalismo. Si è avvicinata al mondo della comunicazione lavorando come Ufficio Stampa, poi uno stage nella redazione di Report (Rai 3). Adesso è giornalista praticante presso la Lumsa Master School.