L'economista Carlo Cottarelli | Quirinale.it, via Wikipedia Commons

Cottarelli: "Con la scuola superiore unicamaggiore uguaglianza"

L'economista ed ex senatore a Lumsanews "Non più istituti di serie A e B"

“Creare una scuola superiore unica”. L’economista Carlo Cottarelli, già commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica nel governo Letta, attualmente è direttore del “Programma per l’Educazione nelle Scienze economiche e sociali” (Peses) dell’Università Cattolica di Milano. Cottarelli ha lanciato la proposta provocatoria sulle pagine dell’Espresso: ripensare il sistema scolastico italiano.

Come nasce questa sua riflessione?
“Dall’osservazione che sempre più certe scuole in Italia sono considerate come scuole di serie B. Sempre meno studenti scelgono di intraprendere un istituto professionale perché considerati come percorsi meno rilevanti. La mia proposta è quella di creare una scuola unica, in cui ci sono materie obbligatorie per tutti. Altre materie, invece, vengono scelte dallo studente a seconda delle proprie attitudini”.

Si discute da alcuni mesi sull’istituzione di un liceo del Made in Italy. Cosa ne pensa?
“Quando in Italia si insedia un nuovo governo, quasi in contemporanea arriva la proposta di creazione di un nuovo liceo. Mi limito a dire che il nome scelto rispecchia la volontà di sottolineare, da un punto di vista politico, il concetto di Made in Italy”.

Il modello della high school americana potrebbe essere quello a cui si guarda?
“Potrebbe essere una soluzione. Ma devo ammettere che non ho una proposta definitiva, perché questa ipotesi andrebbe studiata attentamente e considerata bene. L’obiettivo del mio intervento era di sottolineare che non dobbiamo andare verso un sistema scolastico in cui ci sia un divario evidente tra istituti superiori”.

Si potrebbe, in questo modo, anche assottigliare il divario sociale?
“La mia proposta tiene conto della possibilità di avere una maggiore uguaglianza tra classi sociali, affinché non ci siano scuole frequentate dalla borghesia e dall’alta borghesia e scuole dove vanno tutti gli altri. Piuttosto che, riferendosi all’Italia, assottigliare il divario tra Nord e Sud e dunque geografico, io penso maggiormente ad assottigliare un divario sociale”.

Che cosa pensa, invece, del modello di istruzione svizzero (che prevede un livello di istruzione secondario, in cui si viene indirizzati verso un percorso professionale o liceale)?
“Non conosco personalmente il modello svizzero. Quello che posso dire è che non ho niente in contrario sulla possibilità che in base ai risultati raggiunti si possano approfondire delle materie anche in modo più avanzato. L’obiettivo resta, in ogni caso, quello di realizzare questi progetti all’interno dello stesso istituto”.

 

Giulia Chiara Cortese

Cresciuta tra il Vesuvio e il mare, ora con il cuore diviso tra Napoli e Roma. Sono laureata in Lettere moderne alla Sapienza con una tesi in Filologia della Letteratura italiana. Inseguo da sempre il sogno di diventare una giornalista.