Casa a peso d’oro, il prezzo da pagare per i fuorisede

Prezzi alti per case fatiscenti, una spesa alimentare che oscilla tra i 100 e i 300 euro al mese e il caffè a 1 euro diventato nient’altro che un caro ricordo. A unire il destino dei giovani fuorisede italiani l’alto costo della vita e le difficoltà a trovare una sistemazione nella quasi totale assenza di agevolazioni. Fortuna che lo spritz, dai 5 ai 7 euro, mette tutti d’accordo. I dati emergono dal questionario elaborato da Lumsanews in collaborazione con gli studenti delle scuole di giornalismo di Torino, Urbino e Iulm di Milano e sottoposto a studenti fuorisede under 30. Nonostante le distanze geografiche, il problema avvicina tutte le città universitarie. 

In media un alloggio oscilla tra i 300 e i 600 euro. Le stanze singole risultano di gran lunga l’opzione più gettonata (65,8%) rispetto a soluzioni più “comode” come un monolocale (9%) o un bilocale (14,7%), con oltre un quarto del campione che dichiara di dividere la casa con tre coinquilini. E la spesa non sempre vale l’impresa. Lo testimoniano i diretti interessati. “I proprietari di casa non erano neanche disposti a coprire le spese di manutenzione o l’acquisto di oggetti necessari per la sopravvivenza di base, nonostante questi fossero già danneggiati o rotti da precedenti inquilini”, spiega Sofia. Tante le storie di “ordinaria follia” raccolte da Lumsanews, come quella di Giulia che racconta che alla sua coinquilina “è quasi caduto il soffitto addosso”.

Trovata casa, bisogna spostarsi per raggiungere i luoghi di studio o di lavoro. La maggior parte degli intervistati preferisce il trasporto pubblico (58,1%). Consistente il numero di chi invece si sposta a piedi (30,4%). Non sembra decollare invece la mobilità in sharing, scartata dalla quasi totalità del campione. L’abbonamento ai mezzi pubblici, in ogni caso, oscilla tra i 30 euro  e i 50 euro mensili. 

Per le spese alimentari, quasi la metà degli intervistati spende tra i 100 e i 200 euro (41,9%). A incidere pure la salute, spesso dimenticata dai fuorisede: poco meno di un quinto del campione ha svolto una visita pubblica da quando si è trasferito. Più della metà degli intervistati ignora l’esistenza di strutture dedicate appositamente ai più giovani.

Senza dimenticare il tempo libero. Uno studente su quattro paga 1,20 euro per il caffè, mentre il 30% arriva a spendere fino a 1,50 euro. Passando agli hobby, lo sport costa in media tra i 50 e i 100 euro mensili (45,3%). Per un ingresso al cinema servono tra i 7 e i 9 euro. Non certo spese accessorie, ma parti integranti della vita dei giovani studenti, costretti ad abituarsi alla logica della rinuncia in un momento fondamentale per la loro formazione.