Le Regioni vanno in pressingoggi tavolo con il GovernoBoccia: "No fughe in avanti"

Dal 18 maggio possibili aperture locali Zaia: "Contano ordinanze, non i partiti"

Si prevedono scintille, alla videoconferenza di oggi fra il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e le Regioni. Il tema “l’armonizzazione delle ordinanze regionali all’interno delle linee guida nazionali”, in vista della Fase 2. I governatori locali – quasi tutti orientati verso riapertura più corpose – criticano l’esecutivo per la scarsità di novità dell’ultimo Dpcm contro il Coronavirus. Ma il premier Giuseppe Conte fa quadrato intorno alle decisioni prese e guarda all’incremento dei contagi in Germania dopo l’allentamento del lockdown.

Linea dura, quindi, e  prudenza. Concetti ribaditi anche dallo stesso Boccia questa mattina a Rainews 24. “Nell’incontro di oggi ci parleremo, nel tentativo di trovare un modello di confronto permanente. Ma deve essere chiaro che le regole del Parlamento e del Governo per la tutela dei cittadini debbono essere rispettate”. Partecipano alla video-conferenza, iniziata alle ore 12 e 30, anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e il Commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. “Ognuno deve sapere quali sono le proprie responsabilità, perché se c’è un focolaio ci saranno ancora costi terribili. E se questi diventeranno numerosi poi chi li ha permessi ne risponderà”, ha concluso Boccia.

Il riferimento è alle polemiche di ieri, soprattutto nei confronti del Veneto, a cui il ministro aveva raccomandato di “seguire le linee guida”. “Ma le ordinanze che facciamo noi sono le stesse di regioni dello stesso colore politico del Governo. Perché dobbiamo diventare i parafulmini di chi vuole solo avere visibilità?”, aveva puntualizzato il governatore Luca Zaia. E ancora: “L’esecutivo ha l’obbligo della vigilanza, di intervenire impugnando le ordinanze. Ma lo deve fare con tutti quelli che le hanno fatte, non si fa per colore politico, si fa per ordinanza”.

Certo è che fra le Regioni c’è voglia di allentare. Per il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha invitato tutti a mettere da parte le polemiche, non si può “tenere chiuso un Paese senza dare prospettive di riapertura. Certo – ha precisato – non possiamo illudere nessuno. Ma se la curva epidemiologica ci conforterà, mi auguro si possa prendere in considerazione un’accelerazione delle date previste per la riapertura di negozi, bar, ristoranti e le altre attività”.

Appunto, un’accelerazione. Per il momento, almeno fino al 17 maggio si procederà tutti insieme. Poi, si potrebbero attuare le riaperture differenziate. L’obiettivo di Boccia è “evitare il più possibile fughe in avanti”, ma come spiega l’Agi quella della “differenziazione” resta un’ipotesi che il Governo non scarta a priori. Dipenderà dai contagi: se in una regione si arriverà ad una soglia minima di infetti, la fase due potrebbe anche non essere più “nazionale”.