Via al World economic forumA Davos per la sostenibilitàDa Greta Thunberg a Trump

Politici ed esperti fino al 24 gennaio alla 50esima edizione in Svizzera

Davanti al pubblico del World Economic Forum, che si è aperta oggi, va in scena la sfida sull’ambiente tra Greta Thunberg e Donald Trump.

“Stakeholders for a cohesive and sustainable world” (azionisti responsabili per un mondo coeso e sostenibile) è il titolo scelto per l’evento che vedrà al centro delle discussioni il clima e l’ambiente per definire il futuro dell’economia globale. Oltre 3 mila esponenti del mondo economico, politico, culturale e scientifico interverranno nei prossimi giorni, fino al 24 gennaio, tra cui 53 capi di stato e di governo provenienti da oltre 90 paesi.

Questa mattina è intervenuta Greta Thunberg, arrivata ieri con una marcia da Landquart accompagnata da ambientalisti locali. “Le persone muoiono a causa del cambiamento climatico e anche una sola frazione di grado centigrado di riscaldamento è importante – ha affermato l’attivista – non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, ma la scienza e i giovani non sono al centro del dibattito sul clima”. Obiettivo per Greta Thunberg è arrivare a zero emissioni il prima possibile.

Ad intervenire anche il presidente americano Donald Trump, che lo scorso anno non ha partecipato per via dello shutdown, nelle stesse ore in cui al Senato si aprirà il processo di impeachment. “L’America sta vincendo di nuovo. Abbiamo concluso accordi straordinari sul commercio con la Cina da una parte, e Messico e Canada dall’altra, i migliori accordi di sempre” e ha sottolineato il raggiungimento del più basso tasso di disoccupazione di sempre fra i meriti della sua amministrazione. Trump ha, inoltre, annunciato di unirsi all’iniziativa proposta dal Wef e di per permettere una migliore gestione delle foreste.

 

Papa Francesco ha inviato un messaggio al World Economic Forum in un testo consegnato da Cordinal Peter Turkson, rappresentante della Santa Sede. “Porre la persona umana, piuttosto che la semplice ricerca di potere o profitto, al centro delle politiche pubbliche. Possano le vostre deliberazioni – è la conclusione – portare a una crescita nella solidarietà, specialmente con i più bisognosi, che sperimentano l’ingiustizia sociale ed economica e la cui stessa esistenza è minacciata”.

 

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.