San Giovanni in Laterano | NikonZ7II, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Roma, debito e usuradalla diocesi sostegnoper oltre 6,6 mln di euro

Il vicegerente monsignore Reina "Peggior crisi dal dopoguerra"

ROMA – Ottocentododici richieste provenienti nel 75,5% dalla città di Roma, 1.800 posizioni debitorie e 1096 adulti, tra cui 304 minori, a rischio di esclusione sociale derivante dal sovraindebitamento. È quanto emerge dal primo rapporto della Diocesi di Roma.

Venerdì, 9 febbraio, al Vicariato di Roma presentata la prima edizione del lavoro della Fondazione Salus Populi Romani Ripartire si può. Il volume, ricco di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dall’organismo della diocesi della Capitale per sostenere le famiglie sovraindebitate e a rischio usura nel quadriennio 2020-2023 a Roma e nel Lazio. Nel Rapporto, che si struttura nelle tre parole chiave “ascolto, compassione e servizio”, oltre allo scenario economico-sociale romano, sono riportati i dati sulle attività della Fondazione.

Il sostegno finanziario della Fondazione Salus Populi

Nel periodo considerato – dal 2020 al 2023 –  la Fondazione Salus Populi Romani, per le 812 segnalazioni, ha effettuato 446 interventi di sostegno finanziario, per un complessivo valore economico di oltre 6,6 milioni. Il 55% delle richieste, quindi, ha trovato un aiuto finanziario. I rimanenti casi, invece, risultano comunque tutti presi in carico. 

Ripartire si può

Durante l’incontro nella sala Ugo Poletti del Vicariato di Roma – in piazza San Giovanni in Laterano, 6 – la Fondazione ha illustrato il lavoro dedicato a tutti coloro che si trovano a un passo dalla sovraesposizione debitoria e che temono che sia troppo tardi per rimettersi in piedi, ma, soprattutto, a chi ha scoperto il valore di una comunità. “Con questo primo rapporto – spiega mons. Baldassarre Reina, vicegerente della Diocesi di Roma – la Fondazione presenta l’attività di un quadriennio caratterizzato dalla pandemia e dalla peggiore crisi economica del dopoguerra”.

Vicende personali dolorose e “passi più lunghi della gamba”. Si può riuscire a ristrutturare i propri debiti se si sceglie la strada della massima chiarezza e trasparenza sulle proprie condizioni economiche. È questo quello che gli operatori della Fondazione chiedono subito alle persone incontrate, assicurando loro la massima riservatezza e la piena disponibilità a calarsi nei panni di chi si viene a trovare sull’orlo di un fallimento economico personale che non di rado si può trasformare in una grave crisi familiare e sociale. 

 

Beatrice Subissi

Nata a Roma. Sono laureata in Editoria e Scrittura presso l'Università di Roma La Sapienza e aspiro a diventare una giornalista professionista. Sono appassionata di politica internazionale, moderatamente polemica e cinica ma estremamente gentile.