Dimissioni di ZingarettiL'oramai ex segretario demsi rifarà all'Assemblea PD

Lui assicura: "Il governo rimane solido" Dal M5s vicinanza al governatore

Le dimissioni del segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, hanno creato un vero e proprio terremoto politico. Tutti, dal Movimento 5 stelle alla Lega, sono preoccupati delle conseguenze che questo atto potrà avere sulle alleanze, sui rapporti di forza dentro il governo e le ripercussioni che potrà avere sull’operato del governo stesso.

Alle 12 è iniziata una riunione della segreteria nazionale del Pd, con la partecipazione dei segretari regionali. Risulta però che Zingaretti non sia presente all’incontro, che viene presieduto dal vicesegretario Andrea Orlando. Questo potrebbe essere il primo di una serie di segnali che il segretario dimissionario non voglia tornare indietro sulla sua decisione. Cosa che ha ribadito anche questa mattina, a margine di un evento per la regione: “Per quanto riguarda me, la questioni non è quella di un mio ripensamento: non è un tema di ripensamento che non c’è e non ci sarà”. Non sembra quindi lasciarsi convincere da chi, come Gianni Cuperlo e diversi sindaci dem, spera in un cambio di idea del segretario. Zingaretti ha però sottolineato che rispetterà qualsiasi decisione dell’Assemblea nazionale dei democratici, il che fa pensare che in caso di respingimento delle dimissioni resterà al suo posto come segretario.

La tenuta dell’esecutivo e il rispetto dei tempi di lavoro sono tra le maggiori preoccupazioni del leader della Lega Matteo Salvini. Questa mattina ha infatti espresso la sua speranza che la crisi del Pd non “vada avanti per settimane perché abbiamo poco tempo”. Pronta la risposta del segretario Pd, che ha assicurato che il governo Draghi è solido. “Salvini può star tranquillo” ha detto.

Intanto i big del Movimento, dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte al portavoce del movimento Vito Crimi, hanno espresso vicinanza al segretario Pd. “Le dimissioni non mi lasciano indifferente, sono dispiaciuto” ha scritto ieri l’ex premier, che punta a salvare l’alleanza giallorossa. Secondo alcuni giornali punterebbe anche ad ampliarla alle forze liberali, fino a Forza Italia.