Bambino davanti alla tv, Foto/Pixabay

Dipendenza da cellulareAppena natie già davanti allo schermo

la denuncia di Save the Children Giovani connessi oltre 5 ore al giorno

ROMA – Save the Children lancia l’allarme. Bambini e adolescenti iperconnessi fin dalla più tenera età. Nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di non utilizzare dispositivi digitali per bambini di età inferiore ai 2 anni, in Italia il 22,1% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi passa del tempo davanti allo schermo, per la maggior parte, fortunatamente, per meno di un’ora al giorno. È quanto emerge da una recente indagine dell’Istituto Superiore di Sanità. I livelli di esposizione, inoltre, crescono con l’aumentare dell’età: la percentuale di bambini che ha un’esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d’età arriva in media al 58,1%, quasi 3 su 5. Questi sono solo alcuni dei dati pubblicati nella XIV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, dal titolo Tempi digitali, diffusi dall’Organizzazione non governativa Save the Children, in vista della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’Adolescenza, che si celebra lunedì 20 novembre.

Si abbassa l’età di utilizzo di un cellulare

Secondo i dati diffusi da Save the Children, in Italia il 78,3% di bambini tra gli 11 e 13 anni utilizza internet tutti i giorni. Si abbassa, quindi, sempre di più l’età in cui si possiede o si utilizza uno smartphone, con un aumento del numero di bambini tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare ogni giorno dopo la pandemia: dal 18,4% al 30,2% tra il biennio 2018-19 e il 2021-22. Usare il cellulare, però, non significa acquisire competenze digitali. In questo ambito, nonostante questo diffuso utilizzo dello smartphone, l’Italia mostra serie carenze e si trova al quart’ultimo posto in Europa. Tra i ragazzi che hanno tra i 16 e i 19 anni, la quota di chi ha scarse o nessuna competenza è del 42%, contro una media europea del 31%.

Adolescenti e social

Ragazze e ragazzi sfruttano la connessione per diverse attività, a partire dalla messaggeria istantanea. Tra le attività online preferite dagli adolescenti guardare video, frequentare i social media, soprattutto Instagram, TikTok e Snapchat e l’uso dei videogiochi. Secondo i dati dell’Organizzazione non governativa, sono le ragazze a “frequentare” con maggior costanza i social media, il gaming, invece, impegna di più i ragazzi, anche se le videogiocatrici sono in crescita. Tra gli adolescenti cresce anche il tempo trascorso online: a inizio 2023 quasi la metà dei 3.400 11-19enni intervistati in occasione del Safer Internet Day ha dichiarato di passare oltre 5 ore al giorno online.

I giovani si informano online 

L’Atlante di Save the Children evidenzia che i giovani utilizzano la connessione anche per informarsi: il 28,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni legge riviste e giornali online e sfrutta social media come canali di informazione, anche se non sempre dichiara di sapersi difendere dalle fake news.

I rischi di un uso eccessivo di internet 

Tra i rischi dell’esposizione troppo precoce e prolungata, oltre al possibile impatto negativo sullo sviluppo cognitivo, linguistico e emotivo del bambino, nel lungo periodo c’è quello di favorire comportamenti sedentari e obesità infantile. Benché ancora non esista una definizione univoca di dipendenza da internet, in Italia ci sono 87 centri territoriali che offrono assistenza ai minorenni attraverso équipe multidisciplinari formate da psicologi, assistenti sociali, educatori. 

Beatrice Subissi

Nata a Roma. Sono laureata in Editoria e Scrittura presso l'Università di Roma La Sapienza e aspiro a diventare una giornalista professionista. Sono appassionata di politica internazionale, moderatamente polemica e cinica ma estremamente gentile.