La protesta dei ristoratori a Portofino, 29 aprile 2020. ANSA/Beppe Risso

L'Italia pronta a ripartireda lunedì le nuove regoledistanziamento di due metri

Via libera a bar, ristoranti e negozi Maggiore autonomia alle Regioni

Da lunedì prossimo in tutta Italia riapriranno gran parte delle attività. Negozi al dettaglio e centri commerciali, ma anche bar, ristoranti, parrucchieri e mercati non alimentari. Si potrà tornare nei musei, nelle biblioteche, visitare le gallerie d’arte e i siti archeologici.

La ripartenza pone però il problema del distanziamento sociale. Si pensa di estendere a due metri la distanza di sicurezza da rispettare. Stasera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlerà al Paese in vista delle nuove norme sulla fase 2 che allentano le misure restrittive. Il capo del governo procederà con un nuovo provvedimento, accompagnato però da un decreto legge di un solo articolo che restituirà autonomia alle Regioni.  Queste avranno pieni poteri per riaprire le attività dopo il lockdown a condizione, però, che i dati siano in linea con il monitoraggio del Ministero della Salute.

Prima Conte illustrerà il decreto riaperture in Consiglio dei ministri. Bisognerà monitorare, regione per regione, se i 21 punti previsti dal decreto del Ministrero della Salute verranno rispettati. Giovedì pomeriggio la Calabria, ad esempio, non aveva ancora inviato al governo i dati relativi ai contagi, costringendo il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a un sollecito “per il corretto funzionamento del sistema di rilevazione e contenimento del rischio collegato alla gestione di una nuova epidemia non controllata”.

Se i dati saranno confortanti, si tornerà a circolare senza autocertificazione all’interno della propria Regione. E’ stato raggiunto l’accordo tra i presidenti delle Regioni per i viaggi interregionali a partire dal prossimo 3 giugno. Ora l’intesa è all’attenzione del governo.

Sarà possibile rivedere gli amici, pur con l’obbligo di rispettare il distanziamento sociale, indossare le mascherine negli ambienti chiusi e quando non è possibile mantenere le distanze. Resta il divieto di uscire di casa in presenza di sintomi da coronavirus.

Si potrà inoltre tornare nei bar per un caffè, ma gli ingressi saranno contingentati in base all’ampiezza del locale. I ricercatori dell’Inail e dell’Istituto superiore di sanità hanno stabilito in quattro metri quadrati la superficie destinata a ciascun cliente. Al ristorante la regola base è la distanza di due metri tra un tavolo e l’altro. Niente buffet quindi, ma anche la necessità di menù di carta usa e getta e di camerieri equipaggiati con guanti e mascherina.

Riaprono lunedì anche i negozi. A Milano è stato stimato che soltanto il 65% alzerà le serrande, gli altri resteranno chiusi perché incapaci di sostenere i costi. Non ci sarà bisogno di sanificare i vestiti, ma sarà obbligatorio avere dispenser di disinfettante alle casse. Per centri commerciali e outlet i posti nei parcheggi saranno quasi dimezzati e gli ingressi contingentati. Gli ascensori saranno limitati ai portatori di handicap e sulle panchine gli adesivi indicheranno l’obbligo di mantenere le distanze.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.