Disturbi alimentari come ha influito la pandemiasull'aumento dei casi

La scrittrice Le Clercq a LumsaNews "Dinamiche acutizzate col confinamento"

La pandemia da Covid-19 ha causato diversi problemi a livello psicologico nella società contemporanea. Uno di questi è l’aumento del 30% dei casi nei disturbi del comportamento alimentare. LumsaNews ha contattato la scrittrice Fabiola Le Clercq, presidente e fondatrice dell’associazione bulimia e anoressia.

Come si sta sviluppando ea cosa è dovuto l’aumento di questo fenomeno?

La situazione è ormai conosciuta da tutti. Quello che non si attiva abbastanza è l’assistance call ed è proprio da quando c’è stato il primo confinamento che si è verificato l’aumento. Con meno possibilità di muoversi, distrarsi, fare attività sportiva, vedere i propri compagni e una severa convivenza con i genitori, liti tra loro e con i figli, si sono acutizzate in modo feroce dinamiche che erano già in atto ma camuffate dal modo di vivere.

Quali sono secondo lei i prossimi scenari?

Se era vietato fare assembramenti e lo sarà ancora, non vedo un miglioramento all’orizzonte perché mancano alternative. Infatti noi registriamo un aumento di richieste di cura del 25% rispetto a otto mesi fa.

Come si può combattere questa problematica?

L’unica soluzione possibile è chiedere anche all’intera famiglia di entrare in cura. Con il supporto della famiglia, chi soffre di disturbi può uscire dalla propria condizione di isolamento alimentare, e la famiglia diventa più consapevole delle cause e delle azioni quotidiane da compiere.

Enrico Scoccimarro

Laureato in Scienze sociali a Torino con una tesi sulla violenza di genere, frequento il master in giornalismo LUMSA dal 2020. Amo osservare le realtà che mi circondano e capirne il significato. Ho trattato nei miei articoli questioni di genere, antisessismo in generale e sport. Le mie passioni più grandi sono la cultura greca, il calcio e la cucina.