Due morti a Mestrein fiamme sede volontariatosembra escluso il dolo

Le vittime sono due senzatetto forse il fumo di una stufa all'origine

Sono stati ritrovati questa mattina due corpi semicarbonizzati in un’associazione di volontariato a Mestre, in provincia di Venezia. Nella sede dell’organizzazione in tarda notte era divampato un incendio, le cui cause sono adesso al vaglio dagli agenti dei nuclei investigativi antincendio territoriale di Polizia e Vigili del Fuoco. La prima ipotesi è che la coppia, un uomo e una donna, abbia trovato rifugio nel locale per ripararsi dal freddo e dalla pioggia e che abbia acceso un braciere per riscaldarsi e poi, stordita dal fumo, non sia riuscita a mettersi in salvo. I cadaveri, la cui identità è al momento ignota, potrebbero quindi essere quelli di due senzatetto. Un gran numero di clochard infatti gravita abitualmente attorno all’associazione, situata nei pressi del cimitero cittadino, in un’area periferica, incolta e abbandonata del luogo.

L’allarme è partito poco prima delle 4 di questa mattina, quando gli uomini del 115 hanno ricevuto la chiamata riguardante lo stabile sito in via da Verrazzano, nel quartiere San Paolo. I pompieri hanno raggiunto il luogo dell’incendio con 4 automezzi e 12 uomini, che hanno iniziato le operazioni di spegnimento dell’edificio principale, di circa 200 metri quadri, e della piccola casa in legno, adiacente alla struttura, dove poi sono stati ritrovati i cadaveri.

Il rogo ha coinvolto entrambi gli edifici e ha provocato il crollo dell’intera copertura della sede dell’associazione di volontariato. Attualmente sono in corso le operazioni di rimozione dei materiali coinvolti nel rogo e le attività di polizia giudiziaria, coordinate dal pm Alessia Tavernesi e dal dirigente della squadra mobile Stefano Signoretti.

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.