La marea che ha invaso l'interno di una bottega d'arte all'Accademia, Venezia, 12 novembre 2019. ANSA/PER GENTILE CONCESSIONE DI JACOPO SCARPA +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Acqua alta a VeneziaGravi danni a San MarcoIeri livelli record dal 1966

Sindaco Brugnaro: "Siamo in ginocchio" Il Mibact dispiega l'unità di crisi

A Venezia sembra il 1966. Sono passati 53 anni dalla quota record, quando l’acqua raggiunse il livello di 187 centimetri. Ieri notte si è sfiorato questo livello. “Venezia è in ginocchio” ha dichiarato questa mattina il sindaco lagunare Luigi Brugnaro. Oltre all’acqua è anche il vento forte a flagellare la città, con lo scirocco a raffiche fino a 100 km/h. Il maltempo ha già fatto due vittime. La massima marea di stamattina ha toccato i 144 centimetri sul livello medio del mare. Complice di questa “tregua”, un’onda di sessa ovvero un fenomeno di oscillazione del mare stesso. Ma la situazione potrebbe peggiorare repentinamente.

Il sindaco Brugnaro oggi pomeriggio chiederà lo stato di crisi alla Regione Veneto, il cui governatore Luca Zaia ha parlato di “devastazione apocalittica e totale”. Intanto il sottosegretario di Stato Andrea Martella fa sapere che il prossimo Consiglio dei ministri valuterà gli interventi necessari per la città. Sull’emergenza lagunare stamattina è intervento in diretta a Mattino 5 anche il leader della Lega Matteo Salvini: “Il Mose è pronto ad entrare in azione ma servono 100 milioni per la manutenzione annua”. “Uscito da qui – ha continuato il leader del Carroccio – andrò al Senato per un emendamento alla manovra per trovare questi soldi”

Sono gravissimi i danni ai tre simboli più importanti della città veneziana: la basilica di San Marco, il teatro La Fenice e lo storico bar Quadri. “Siamo stati a un soffio dall’Apocalisse, a un pelo dal disastro”. ha detto all’Ansa poco fa il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini, raccontando quello che la mareggiata di ieri sera ha significato per la chiesa. “Superato il metro e 65 cm – ha spiegato – l’acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e, rompendo le finestre, è entrata nella cripta, allagandola”.

Al Teatro La Fenice è attesa l’inaugurazione della stagione lirica, il prossimo 24 novembre con il Don Carlo di Giuseppe Verdi, ma la situazione è molto complicata. “Oggi abbiamo sospeso le prove – dice Fortunato Ortombina, sovrintendente del teatro – ma la sfida per La Fenice e ancor più per la città di Venezia è quella di andare in scena regolarmente con la prima”. Molto critica anche la situazione del Grancaffè Quadri di piazza San Marco: “Siamo senza energia elettrica, l’azione umana è impotente con maree simili”, ha dichiarato all’Ansa il titolare.

“Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”, conferma all’Ansa il segretario generale del Mibact Salvo Nastasi. “Il Ministro Franceschini segue da ieri la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. Faremo punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”, conclude il dirigente.

Intanto da fonti di Palazzo Chigi si apprende che è prevista per oggi pomeriggio la visita del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, mentre la ministra dei Trasporti Paola De Micheli è in viaggio proprio in questi minuti verso il capoluogo Veneto. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella infine ha telefonato al sindaco Brugnaro per informarsi delle condizioni della città.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.